Il rapporto tra sogno e realtà. Continuiamo a sognare anche da “svegli”

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Sogno e realtà

“Wilfred Bion [in accordo con Jung] ha sostenuto che ciascuno di noi sogna costantemente, perciò anche durante la veglia, benchè durante la veglia non possa accorgersene. E non possa accorgersene, aggiungo io, a meno di non lasciare emergere questi “pensieri onirici”, queste configurazioni di affetti-sensazioni portatrici di un significato istantaneo e globale, conglomerato in un “lampo”; che è come un’intuizione, che è come un’eco o come un vissuto di sogno.”
(Marco Alessandrini – Eco a me stesso, p.72)

«Probabilmente noi sogniamo sempre, ma quando siamo svegli la coscienza fa tanto chiasso che non ce ne accorgiamo più. […] Non si sogna, si è sognati»
(C.G.Jung – 1938-1939, Kindertraume. Seminar von Prof. C.G.Jung, Olten, Walter Verlag, 1987 – Seminario ancora mai edito in Italiano)

“Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.”
(Edgar Allan Poe)

Sogno e realtà

“E nessun sogno è mai interamente un sogno.”
(Arthur Schnitzler)

“Se un uomo in sogno attraversasse il Paradiso e gli dessero un fiore come prova d’esserci stato, e al risveglio si trovasse con quel fiore in mano….e allora?”
(S.T.Coleridge)

 

«Secondo la dottrina idealista, i verbi vivere e sognare sono rigorosamente sinonimi.
Di migliaia di apparenze, me ne rimarrà una;
da un sogno molto complesso, passerò a uno molto semplice.»
(Jorge Luis Borges – Aleph)


 

Libri sul rapporto sogno e realtà:
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Emanuele Casale
Fondatore del Jung Italia. Laureando in psicologia Clinica presso l'Università Gabriele D'Annunzio. Fin dall'età di 14 anni ho iniziato ad interessarmi alla filosofia occidentale e orientale e all'età di 17 anni scopro Jung. A 21-22 anni iniziano le mie attività di pubblicazioni tramite riviste di psicologia e interventi in qualità di ospite o relatore presso convegni e seminari di psicologia. Nel 2012 conosco in Svizzera uno dei nipoti di Jung, e l'anno successivo mi concede un'intervista speciale per la rivista di psicologia "L'Anima fa Arte". Attualmente collaboro come studioso indipendente con associazioni, riviste scientifiche, scuole di psicoterapia e diversi autori accademici e non. I miei studi d'approfondimento vertono sulla psicologia complessa e le ricerche sugli sviluppi del versante "Psiche e Materia" (Psicologia e Fisica)

1 commento

  1. Io l’ anno scorso ho fatto 2 sogni che mi hanno molto colpito. Non so se Lei é in grado di interpretarli, ma anche se così non fosse spero che il mio racconto Le risulterà interessante.

    Nel primo sogno sto percorrendo una strada in salita, lastricata con rocce di colore blu notte, molto luccicanti.
    Arrivato in cima a quella salita, sbuco in una enorme piazza, lastricata con lo stesso tipo di pietra e senza niente nel mezzo: né macchine, né aiuole, né edicole, niente di niente. Soltanto a Siena ho visto delle piazze sgombre ed enormi come quella.
    In mezzo a quella piazza c’é una mia amica, che parla con una ragazza: sono entrambe sedute su delle sedie pieghevoli, e la mia amica ha lo sguardo rivolto verso il basso.
    Ad un certo punto lei, sentendosi osservata, si volta nella mia direzione, e si accorge della mia presenza: mi sorride, congeda la sua amica e mi viene incontro. Mi aveva quasi raggiunto, quando io mi sono svegliato.
    La cosa strana é che io già mentre percorrevo la salita avevo la certezza che l’ avrei vista, come se ci fossimo dati appuntamento lì: é insolito, perché normalmente nei sogni faccio sempre degli incontri del tutto inaspettati. E poi quelle rocce dal colore così intenso e particolare, quella piazza così simile a piazza del Campo a Siena… per tanti dettagli, più e meno importanti, mi sembra un sogno non banale.

    Nel secondo sogno sono a casa di una mia amica (la stessa dell’ altro sogno). E’ una bella giornata di sole, quindi lei mi propone di fare una passeggiata fuori. Accetto, e in breve ci ritroviamo a camminare fianco a fianco, mentre io sorseggio una bottiglia di Coca Cola (nella vita reale non la bevo mai).
    Ad un certo punto bevo un sorso troppo lungo, e sono costretto a sputarlo: quando mi sono liberato la bocca, mi guardo intorno e mi accorgo che la mia amica non é più accanto a me.
    La cerco con gli occhi, e mi rendo conto che é in cima ad un edificio abbastanza basso, sdraiata a pancia in giù ai bordi del cornicione. Raggiungerla é facile, perché da terra fino al cornicione ci sono dei gradoni in pietra che fanno da scala verso di lei.
    Mi accorgo però che un’ altra persona, uno sconosciuto, ha già cominciato a salirli al posto mio, quindi mi affretto a raggiungerla.
    Una volta arrivato in cima prima del mio “concorrente”, mi guardo intorno e cerco un posto dove ripararmi insieme alla mia amica: infatti durante la mia salita il cielo, così sereno fino a un attimo prima, ha cominciato a piovere e addirittura a tuonare. Per fortuna sul tetto di quest’ edificio c’é una porta aperta che sembra portare al piano di sotto, quindi io e lei ci entriamo senza pensarci due volte.
    Sbuchiamo in una grande stanza, con uno schermo e dei posti a sedere: non lo definirei un cinema, somigliava molto di più ad una sala conferenze. Lei mi lascia e va a cercare un posto. Si é appena seduta, quando uno sconosciuto si mette accanto a lei: non saprei dire se era lo stesso di prima, non ho visto bene nessuno dei due.
    A quel punto io, che ero rimasto sulla soglia, la raggiungo e mi siedo accanto a lei dalla parte opposta. Subito dopo, le chiedo di andare via: quel posto mi sembra pieno di persone che vogliono abbordarla, e questo mi mette a disagio. Lei invece vorrebbe rimanere: non perché é lusingata dalla situazione, ma perché é curiosa di vedere se di lì a breve inizierà una conferenza.
    Mentre sto tentando di convincerla, il rumore di un tuono molto forte rimbomba nell’ aula, e subito dopo lei accetta di andar via: si alza e si dirige verso la porta, non quella aperta e sulla sinistra da cui siamo entrati, ma un’ altra, chiusa e sulla destra. Io le vado dietro, e mentre lei sta per raggiungere la porta mi sveglio.
    Come nel sogno precedente, il mio risveglio ha interrotto un’ azione della mia amica, e in entrambi i casi era un’ azione carica di importanza: nel primo sogno, se lei fosse riuscita a parlarmi probabilmente avrei capito perché ci eravamo dati appuntamento in quella piazza; nel secondo, se lei avesse aperto quella porta chissà dove saremmo sbucati. Anche il fatto che in entrambi i casi io mi sia svegliato sul più bello ha una sua spiegazione?

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