«…lo psicopatico, pur incurabile, ci comunica ancora qualcosa di noi stessi» (Lou Andreas Salomè) e (Marco Alessandrini)

Salomè Alessandrini malattia mentale«Questo è il fattore incredibilmente toccante, coinvolgente in uno psicopatico: che egli, pur incurabile, ci comunica ancora qualcosa di noi stessi (nella misura in cui noi ci sforziamo, così come accade da circa un decennio, di capirlo nella sua lingua), che ci mette a nudo ciò che il comportamento di nessun sano potrebbe mai rivelarci e che tuttavia è indicibilmente importante, poiché oltre l’individualità (si potrebbe dire nascosto dietro a essa) si sfiora nuovamente la realtà oggettiva.»
(Lou a Rilke – Gottingen, 22 Settembre 1921)

«Le malattie mentali mettono in atto comunque qualcosa, ma in modi disarticolati e fissi, e senza talvolta giungere a nulla di abbastanza autentico. Non per questo non sono linguaggi. Tuttavia, quando singole persone sembrano non poter far altro che restare ammalate di mente, è importante che vengano aiutate a comunicare pur sempre la propria esperienza interna.
Ma per noi cosiddetti normali queste persone sono comunque specchio di una malattia che anche in forma di normalità pervade il mondo. E, secondo me, è soltanto per capirla e per combatterla, riuscendo a trasformarla almeno un po’ in autentici discorsi, in comportamenti più veri, che la vita e il mondo ancora oggi esistono.»
(Un treno per le Stelle, di Marco Alessandrini, Magi Edizioni, 2006, p.134)

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