La psicologia (quella spicciola) ha dimenticato che la malattia fa parte del significato. Hillman e Jaspers

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Hillman e Jaspers
Hillman e Jaspers

La dimensione di significato della malattia mentale è sempre meno considerata in ambito accademico, fortunatamente non ovunque.

Leggiamo insieme alcuni estratti di Hillman e K.Jaspers, che hanno dato contributi immensi – insieme a Jung e R.Laing – alla dimensione umana e significante della “malattia” mentale.

[ Puoi anche leggere il post sul significato e sulle dinamiche della schizofrenia, una malattia che contiene mondi inespressi ]
Schizofrenia Sintomi Significati Diagnosi
L’io diviso. Studio di psichiatria esistenziale (R.D. Laing)

«Lo spirito moderno ha visto piuttosto la patologia che non la psicologia, dimenticando che la malattia fa parte del significato.

Il pathos è parte della psyche e ha il suo logos. Il patologico, per quanto costrittivamente distorto e concretistico, non di meno partecipa al ‘fare anima’.

Di ciò i neoplatonici erano consapevoli. Essi compresero che le storie mitiche avevano dei significati per l’anima e che perciò questo valeva per tutte le parti delle storie, comprese le loro bizzarre depravazioni, gli orrori che sono immaginativamente essenziali per le storie, ma che oggi chiamiamo psicopatologici.»
(James Hillman – Saggio su Pan, Adelphi, p.93)

Follia Schizofrenia

«Lo spirito creativo dell’artista, pur condizionato dall’evolversi di una malattia, è al di là dell’opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dalla malattia della conchiglia: come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell’opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita.» (Karl Jaspers – Genio e follia)

« Perry (…) ci conduce a una visione prospetticamente positiva della malattia e della sofferenza in quanto vi vede all’opera l’obiettivo del rinnovamento della vita psichica:

“Vediamo difatti che la psiche ha trascinato l’individuo in questa difficile situazione coll’ottima ragione di provocare alcuni cambiamenti necessari nell’organizzazione del sé e della vita emozionale.

Mentre udiamo fiumi di parole circa i pensieri e gli interessi della persona, noi la vediamo immersa in una dimensione molto diversa d’esperienza: quella del non razionale, dell’ideazione simbolica, di un mondo di re e di eroi mitici, di morte sacrificale e nuova nascita, di conflitto tra forze politiche e cosmiche, che sembrano tutte così distanti da qui e ora.

Il clinico, sgomento, solleva le mani al cielo ed esclama che l’affetto è scomparso e deve essere suscitato di nuovo – bisogna cambiare le cose.

Ma se facciamo attenzione, scopriamo che la psiche sta già facendo proprio questo – che le immagini sono al lavoro per recuperare e suscitare i potenziali affettivi latenti.”

(Tratto da: Alla ricerca di Anima. Per una psicologia poetica del sentimento – di Roberto Floro – Ed. Moretti & Vitali, p.242)

Jaspers Genio e Follia
Genio e follia (Karl Jaspers)

«Trasformazione della psiche in vita. Far entrare la psiche nella vita significa allontanarla non dalla sua malattia, ma dalla visione malata che essa ha di se stessa, come bisognosa di cure, di conoscenze e di amore professionali…

Se c’e’ una lezione fondamentale che abbiamo appreso in settant’anni di analisi, è che nelle sofferenze della psicopatologia noi scopriamo un senso dell’anima…

Perciò portare la malattia nella vita significa portare l’anima con sé ovunque si vada e reagire alla vita dal punto di vista di quest’anima…

Portare la psiche nella vita significa anche prendere la vita come psiche,come un’avventura psicologica vissuta per amore dell’anima.» (James Hillman – Il mito dell’analisi, 15-18)

«Se c’è una lezione che abbiamo appreso in settant’anni di analisi, è che nelle sofferenze della psicopatologia noi scopriamo un senso dell’anima.

Quando sono prostrato dall’orrore delle depressioni, dei sintomi e dei desideri più violenti, io sono di fronte all’irrefutabile prova dell’indipendenza delle forze psichiche. Qualcosa vive in me che non è opera mia.»
(J. Hillman – Il mito
dell’analisi, 1972)

Il mito dell'analisi (James Hillman)
Il mito dell’analisi (James Hillman)

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