Fisica e Matematica lavorano con l'irrazionale insito nella natura (M.L.Von Franz – Tracce del futuro)

Weyl matematico
Hermann Klaus Hugo Weyl (Elmshorn, 9 novembre 1885 – Zurigo, 8 dicembre 1955) è stato un matematico, fisico e filosofo tedesco.

«Non ci stupiamo più, perciò, che, nell’esistenza fenomenica isolata, un pezzo di natura ci sorprenda con la sua irrazionalità e non si lasci analizzare completamente. Come abbiamo visto, dunque, la fisica proietta ogni cosa esistente sullo sfondo della possibilità o della probabilità.»
(Weyl)
Questo passaggio è importante, perché riassume in poche righe l’operato della scienza moderna.
In altre parole, ogni frammento di esistenza fenomenica, per esempio questi occhiali, contiene un elemento irrazionale che non possiamo esaurire nell’analisi fisica. Perché gli elettroni di questi milioni e milioni di atomi che compongono i miei occhiali si trovino precisamente in un certo posto e non altrove, non lo sappiamo spiegare; perciò la fisica, quando si tratta di un singolo evento naturale, è incapace di fornire una spiegazione completamente valida.
Il singolo evento è sempre irrazionale. Ma, nella fisica, si procede proiettando questo elemento irrazionale sullo sfondo di un possibile, cioè costruendo una matrice.
Per esempio, in questi occhiali ci sono un certo numero di atomi e un certo numero di particelle che li compongono, e così via. E’ del tutto possibile fare una formula matematica, nella quale è perfino possibile contare le particelle, non nel senso 1,2,3,4,5…, bensì proiettandole sullo sfondo del possibile. Per questo queste matrici sono usate oggi anche nell’ingegneria, e così via, perché permettono  di affrontare ciò che non si può contare, forniscono uno strumento per affrontar quelle cose che non si possono contare a una a una. Weyl dice: “Non stupisce che qualsiasi pezzetto di natura possiamo scegliere (questi occhiali o qualsiasi altra cosa) contenga un fattore ultimo irrazionale che non siamo e non saremo mai in grado di spiegare e che siamo soltanto in grado di descrivere, come in fisica, proiettandolo sullo sfondo del possibile.”
Ma aggiunge: “Ma è molto sorprendente che qualcosa che la mente umana stessa ha creato, vale a dire la serie degli interi naturali (vi ho già detto che Weyl ha questa idea errata che la mente umana abbia creato 1,2,3,4,5…facendo della tacche), e qualcosa di tanto assolutamente semplice e trasparente allo spirito che li costruisce, contenga anche un aspetto abissale che non siamo in grado di sondare.”.  […] Weyl credeva che fossero una creazione umana (i numeri interi), e perciò non poteva capire.»

(Marie Louise Von Franz – Le tracce del futuro. Divinazione e tempo – Red Edizioni, p.31)

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