Lo scrittore che diede voce ai morti. Le più belle poesie dall’Antologia di Spoon River

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Antologia di Spoon River Cimitero

Che cos’è l’Antologia di Spoon River?

Se ancora non avete letto questi bellissimi racconti/poesie di Lee Masters, rimediate subito!

Questo post infatti raccoglie la selezione delle poesie e racconti più belli dell’Antologia, le troverai più giù continuando a leggere…

Edgar Lee Masters 2
Edgar Lee Masters

L’Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie che il poeta statunitense Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915.

Raccoglie gli epitaffi – raccontati in prima persona dai defunti – di un’immaginaria cittadina Usa, simbolo dei borghi di Petersburg e Lewistown, dove il poeta visse e risiedette anche il presidente Lincoln, che detestava.

Dobbiamo però dire che alcuni dei personaggi, dei defunti, a cui Masters diede voce attraverso la sua penna, furono veramente esistiti, e vissero nei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield nell’Illinois.

Infatti furono diverse le persone, che erano ancora vive, a sentirsi offese nell’accorgersi che le proprie storie di vita intima e pubblica erano state spiattellate lì, in bella vista, sotto forma di poesia, di prosa.

Ciò che contraddistingue i personaggi di Masters è che essendo per la maggior parte morti, non hanno più nulla da perdere e quindi possono “raccontarsi”, confessare con assoluta sincerità i loro peccati, le loro ambizioni, i propri amori, i propri “non detti”.

Ma basta così… ti lascio alla lettura di queste perle poetiche, pregne di bellezza e di vita vissuta (non vissuta!)…

BUONA LETTURA!

[PS: qui di seguito trovi il link alla la migliore edizione e traduzione dell’Antologia]

Antologia di Spoon River (Edgar Lee Masters)
Antologia di Spoon River (Edgar Lee Masters)

Poesie e racconti scelti
dall’Antologia di Spoon River

“E che tu l’abbia ricevuta o no,
ragazzo mio, dovunque tu sia,
fa’ qualcosa per la salvezza della tua anima
perché tutto il tuo fango, tutta la tua scoria
possa soccombere al fuoco,
finché il fuoco non diventi che luce!…
Non diventi che luce!”
(Emily Sparks – Antologia di S.R.)

Spoon River

[PS: I nomi ad inizio di ogni poesia sarebbero i nomi dei morti che scrivono il proprio epitaffio]

 

  1. GEORGE GRAY
    Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
    E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino,
    dovunque spingano la barca.
    Dare un senso alla vita può condurre a follia
    ma una vita senza senso è la tortura
    dell’inquietudine e del vano desiderio –
    è una barca che anela al mare eppure lo teme.

    Edgar Lee Masters 1
    Edgar Lee Master
  2. EDMUND POLLARD

    Vorrei aver immerso le mie mani di carne
    nei fiori tondeggianti pieni di api,
    nello specchiante cuore di fiamma
    della luce vitale, un sole d’estasi.

    A che servono petali o antere
    o le aureole?

    Larve, illusioni
    del cuore profondo, la fiamma centrale!

    Tutto è tuo, o giovane che passi;
    entra nella sala del banchetto pensandoci;
    non sgattaiolarci come preso dal dubbio
    se tu sia il benvenuto – il festino è per te!

    E non prendere solo un poco, rifiutando il resto
    con un timido “grazie” quando sei affamato.

    È viva la tua anima? Allora, che possa nutrirsi!
    Non lasciare balconi che tu non abbia scalato;
    né seni nivei che tu non abbia premuto;
    né teste d’oro di cui dividere il guanciale;
    né coppe di vino, quando il vino sia dolce;
    né delizie del corpo o dell’anima.

    Tu morrai, non c’è dubbio, ma morrai vivendo
    in profondità azzurre, rapito e accoppiato,
    baciando l’ape regina, la Vita!

    Spoon River

  3. EDITH CONANT.

    Restiamo qui presso – noi, le memorie;
    e ci copriamo gli occhi perché abbiamo paura di leggere:
    “17 giugno 1884, di 21 anni e 3 giorni”.

    E tutte le cose son mutate.
    E noi – noi, le memorie, ce ne stiamo qui sole,
    perché nessun occhio ci vede, né saprebbe perché siamo qui.

    Tutto è dimenticato, tranne da noi, le memorie,
    che siamo dimenticate dal mondo.
    Tutto è mutato, tranne il fiume e la collina…
    No, sono mutati anch’essi
    Soltanto il sole scottante e le stelle silenziose sono le stesse.

    E noi – noi, le memorie, restiamo qui timorose,
    con gli occhi chiusi dalla stanchezza di piangere –
    nell’infinita stanchezza!

    John Batho - Présents et absents series

  4. COLUMBUS CHENEY.

    Questo salice piangente!
    Perché non ne piantate qualcuno
    per i milioni di bimbi non ancora nati,
    così come per noi?
    Non sono forse inesistenti o cellule addormentate senz’anima?

    O giungono alla terra, spezzando
    col loro nascere il ricordo di ciò che era prima?

    Rispondete! È questo un campo d’intuizione inesplorata.
    Ma perché, in ogni caso, non piantate salici per loro,
    come per noi?

    Spoon River Salice Piangen Post 4

  5. FAITH MATHENY


    Dapprima non potrai sapere che cosa significano,
    e non lo saprai forse mai,
    e noi non potremo mai dirtelo:

    questi lampi improvvisi dell’anima,
    come folgore fioca su nuvole candide
    a mezzanotte quando c’è la luna.

    Vengono in solitudine, o forse
    sei seduto con un amico e d’improvviso
    cade un silenzio nel discorso, e i suoi occhi
    senza un guizzo ti guardano:
    avete visto insieme il segreto,
    egli lo vede in te, tu in lui.

    E così palpitate, seduti, per timore che il Mistero
    vi sorga di fronte e vi fulmini
    con un fulgore come quello del sole.

    Siate coraggiose, anime che avete simili visioni!
    Mentre il vostro corpo è vivo, come il mio è morto,
    voi avete afferrato un sentore dell’etere
    riserbato a Dio stesso.

    Spoon River Post 3

  6. LYMAN KING.

    Forse pensi, viandante, che il Destino
    sia un trabocchetto esterno
    che puoi schivare usando
    previdenza e saggezza.

    Così puoi credere osservando la vita degli altri
    come chi, alla maniera di Dio, si piega su un formicaio
    e saprebbe evitarne gli ostacoli.Ma entra nella vita:
    e vedrai che il Destino a suo tempo
    ti si avvicina in forma della tua immagine allo specchio:

    mentre siedi al focolare, solo,
    d’improvviso la sedia accanto a te conterrà un Ospite,
    e tu conoscerai quest’ospite,
    potrai leggergli il messaggio negli occhi.


  7. ERNEST HYDE.

    La mia mente era uno specchio:
    vedeva ciò che vedeva, sapeva ciò che sapeva.

    In gioventù la mia mente fu proprio uno specchio
    in un vagone che fuggiva veloce
    afferrando e perdendo squarci di paesaggio.

    Poi col tempo
    grandi graffi s’incisero sopra lo specchio
    lasciando che il mondo esterno vi entrasse
    e lasciando che vi affiorasse il mio io più segreto.

    Perché questa è la nascita dell’anima nel dolore,
    una nascita con guadagni e perdite.

    La mente vede il mondo come una cosa staccata,
    e l’anima rende il mondo una cosa sola con se stessa.

    Uno specchio graffiato non riflette immagini:
    e questo è il silenzio della saggezza.

    Ph. Duane Michals
    Ph. Duane Michals

  8. FRANKLIN JONES.

    Perché, cos’è tutta la vita, se non un aprirsi dal guscio
    e poi scorrazzare nel cortile
    fino al giorno del ceppo?

    Salvo che l’uomo ha il senno di un angelo
    e vede l’accetta fin da principio.

    Ala Angel SPoon River

  9. WILLIAM e EMILY.

    C’è qualcosa nella Morte
    che ricorda l’Amore.

    Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
    e la vampa del giovane amore,
    dopo anni di vita comune
    sentite spegnersi la fiamma;
    e così insieme svanite,
    a poco a poco, soavemente,
    per così dire abbracciati,
    nella stanza consueta –
    c’è, fra gli spiriti, un unisono
    che ricorda l’amore!

    [A tal proposito, qui nel Jung Italia trovi un articolo proprio sulla relazione tra Amore e Morte!]

    Amore e Morte Mani

  10. REUBEN PANTIER.

    Si, Emily Sparks, le tue preghiere non furono sprecate,
    il tuo amore non fu tutto vano.Io devo tutto ciò che fui in vita
    alla tua speranza che non volle disperare di me,
    al tuo amore che sempre mi considerò buono.

    Cara Emily Sparks, voglio narrarti la mia storia.
    Tralascio gli influssi di mio padre e mia madre;
    la figlia della modista mi mise nei guai
    e me ne andai nel mondo,
    dove affrontai tutti i pericoli noti
    del vino, delle donne e dei piaceri.

    Una notte, in una stanza di Rue de Rivoli,
    bevevo del vino con una donnina occhi-neri,
    e le lagrime mi riempivano gli occhi.
    Essa credé che fossero lacrime d’amore, e sorrise
    al pensiero d’avermi conquistato.

    Ma la mia anima era tremila miglia lontano,
    nei giorni in cui tu mi facevi scuola a Spoon River.
    E proprio perché non potevi più amarmi,
    né pregare per me né scrivermi più,
    l’eterno silenzio parlò in vece tua.E la donnina occhi-neri prese per sé le lacrime,
    come i baci bugiardi che io le davo.
    Comunque, da quel momento, io ebbi una nuova visione –
    cara Emily Sparks!

FINE.

Antologia di Spoon River (Edgar Lee Masters)
Antologia di Spoon River (Edgar Lee Masters)

3 Commenti

  1. Splendido. Intensissimo. Ho il libro da sempre, ma un timore reverenziale, dovuto anche a ricordi pertinenti, lo mantiene chiuso. Così sono riuscita ad assaporarlo e sapere cosa temo. Grazie

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