«Noi ci innamoriamo di quello che non esiste ma che sussiste e resiste» (di Giancarlo Buonofiglio)

2
7016

Poesia Psicologia Giancarlo Buonofiglio

Psicologia dell’innamoramento attraverso i versi poetici di Giancarlo Buonofiglio

 

«Ciinnamoriamo delle persone sbagliate, di immagini alterate, di parole accennate, di verità taciute, di frasi volute, della menzogna e a volte di una carogna. Di ciò che è presente e assente, ci innamoriamo del nulla, del vuoto, del niente.

Come un desiderio che soffoca nel petto, negli occhi, nella testa, in quel che resta.

Frammenti di un monologo amoroso (Giancarlo Buonofiglio)
Frammenti di un monologo amoroso (Giancarlo Buonofiglio)

Ci innamoriamo di quello che non esiste ma che sussiste e resiste, di cose non viste, dalla mente, dalla bocca, dal cuore, ci innamoriamo di parole; di quello che vale e di quello che fa male. Cerchiamo risposte a domande mal poste.

Ci innamoriamo di ciò che è diverso e lontano, di una domanda che immaginiamo, desiderata e insensata, di una chiamata.

Ci innamoriamo di chi è diverso, che sfugge, che è perso, che dura magari un giorno, un battito di ciglia, di chi non ci assomiglia.

Ci innamoriamo di chi ci ferisce e non si capisce. Di chi è crudele e infedele, di chi non ci vuole bene. Ma ci innamoriamo sempre e comunque di ciò che mente o è assente, perché è nell’assenza e nella differenza che troviamo risposta a quello che siamo, a quello che vogliamo.

Amore e Relazioni Psicologia

In un desiderio riflesso che diventa bisogno di se stesso; in quel posto strano dove è possibile dire ti amo. Dove l’Io si guarda nell’altro in un differire che è come morire; ci andiamo per non scomparire o svanire.

E ci spostiamo in quell’impossibile luogo, che è come una voce che chiama lontana; dove l’Io è denso e ha finalmente un senso. Ci andiamo perché solo là è possibile cercare, sperare, respirare, vivere, afferrare quello che sparisce e rapisce; come davanti a uno specchio per guardarsi nel tempo e non vedersi mai vecchio. In quel posto sbagliato dove puoi essere amato.

Se non ci fosti, io ti inventavo (Giancarlo Buonofiglio)
Se non ci fosti, io ti inventavo (Giancarlo Buonofiglio)

Ci incontriamo nell’essere altrove dove l’Io muore, innamorandoci in un disperato presente fatto di mancanza, di nulla, di niente.

E allora posso anche odiarti, ma non posso fare a meno di amarti. Perché senza di te mi sento svuotato, perduto, annullato. Ci torno perciò spesso per incontrarti lo stesso.

Ed ora sto là dove mi hai tenuto e temuto distante per guardarti un istante. Sepolto tradito stravolto.

Dove però esisto e dove ti ho visto:

là dove posso guardarmi senza voltarmi.»

Licenza Creative Commons

FINE.

Psicologia dell'amore
L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico (Stephen Mitchell)

 

Marwan Poesie
Tutti i miei futuri sono con te (Marwan)

 

 

Servizi Jung Italia
Donazione Paypal Jungitalia Puoi contribuire all’uscita di nuovo materiale gratuito che potrò mettere a disposizione per te e migliaia di altri lettori. Il Jung Italia è un progetto personale che porto avanti del tutto volontariamente, e ha fatto crescere e formare migliaia di curiosi, addetti e appassionati alla psicologia.
Articolo precedenteSii come una spada: bisogna dividere e discernere prima di abbracciare la totalità (di Emanuele Casale)
Prossimo articolo«E con le dita accarezzi questo abisso dell’anima» [Poesia di Giancarlo Fattori]
Giancarlo Buonofiglio
Esiste qualcosa fuori di me e questa cosa la chiamo reale. Mi hanno insegnato che questo altro da me sia la realtà e mi piace. Mi piace perché mi colloca, mi definisce, mi dimensiona nella cosa. E mi fa sentire vivo. Se esiste qualcosa, la sua esistenza si conferma non in una relazione col mio percepirla, ma indipendentemente da quello che sono. Non ho un Io tautologico, non mi va di delirare in termini idealistici e penso che la verità non necessiti della mia presenza. Sono certo che possa fare a meno della mia ontologia. Non sono un metafisico e la veritas (come) est adaequatio rei et intellectus mi sembra una follia. E così guardo alle cose e per lo più mi piacciono, le spoglio e le scopro ogni giorno. E ogni giorno mi sembrano meravigliose. Giancarlo Buonofiglio (MANIPOLATORE DI PARADOSSI)

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Per favore inserisci il tuo nome