26 Luglio, nasceva C.G.Jung – Testimonianze: come gli altri lo ricordano…

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139′ Anniversario di Nascita di Carl Gustav Jung (26 Luglio 2014)

Jung 9«Proponiamo questo libro come contributo al ricordo, platonico e freudiano, all’indulgenza, alla pacificazione e – anche – alla celebrazione di un grande spirito umano, che non è stato un santo e non è stato un porco, ma un inguaribile uomo. Come dicono i messicani: un uomo è raro.»
(R.D.Laing e Nameche – Jung e le persone, uno studio su genio e follia)

«Lo zen upasaka Lu K’uan Yu di Honk-Kong disse in lode di Jung: “Jung era una persona molto generosa senza superbia né pregiudizi. Per questo ha fatto scoperte così meravigliose. Ma oggi uomini simili sono molto rari.”»
(Marie Louise Von Franz – Il mito di Jung, p.111 – comunicazione diretta fatta alla Von Franz)

«Una testimonianza del profondo legame di Alwine von Keller con Jung ci viene dalla comunicazione che l’allieva preparò nel novembre 1961 per un incontro in memoria del defunto maestro.
“(…) C.G.Jung. Da dove cominciare? Cosa scegliere fra i tanti tesori che egli così generosamente ci ha elargito? (…) Personalmente, credo che la sua capacità di integrazione abbia costituito la mia prima, vera impressione della grandezza di C.G.Jung. Era caratteristico di lui sostenere il giusto e l’ingiusto con eguale magnanimità. Fui testimone dell’attenzione caritatevole che riservava ai più piccoli così come ai più grandi avvenimenti e problemi dell’uomo e di come questa sua sensibilità si accompagnasse alla sua naturale, ruvida risolutezza. (…) L’integrazione degli opposti risplendeva attraverso ogni sua asserzione, traspariva dal suo sorriso scettico, dalla sua indulgenza venata di umorismo, dalla sua candida franchezza, dalla sua matura saggezza e dal suo rigore. (…)»
(Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952” – Antigone Edizioni, p.168)

«…Inoltre, come merlino, Jung era famoso per le sue risate; in tutto vedeva il lato comico, e ne godeva. Un giorno un automobilista si fermò sulla strada che sovrasta la “Casa Eranos” [ad Ascona] e scese per chiedere chi ridesse laggiù in modo così ristoratore. E Laurens Van Der Post disse a Jung: “Lei è veramente l’ultimo boscimano onorario esistente, perché è l’unico europeo che io conosco che rida come il primo uomo!”»
(Marie Louise Von Franz – Il mito di Jung, p.265)

“Freud scrive una volta, in una lettera ad un suo collega:  «Ma cosa facciamo senza Jung che porta questa vitalità, questa fantasia, questa immaginazione?»
(Daniele Ribola – dal documentario di Werner e Crick “La luce dell’Ombra)

«Mircea Eliade, unitosi quell’anno (1950) ai Convegni di Eranos con una fondamentale conferenza dal titolo “Psicologia e storia delle religioni: a proposito del simbolismo del ‘centro’”, annotò nel suo diario:
“Oggi [22 Agosto 1950] ho scorto Jung, allungato su una sdraio in terrazza, che ascoltava la conferenza di Scholem. Per essere un vecchio di settantacinque anni, ha un’eccellente cera. La signora [Stella] Corbin mi ha riferito certe voci che corrono sul grande uomo. Jung è goloso e buon intenditore in fatto di cucina e, siccome sa che dalla signora Frobe-Kapteyn si mangia male, si compra di nascosto qualche buon bocconcino e se lo mangia solo solo, di notte, in camera. Ma la cosa si è risaputa e una sua ammiratrice di Ascona gli ha inviato, sempre di nascosto, un pollo arrosto.”»
(Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952 – Antigone Edizioni, p.112)

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