La psicologia moderna è “junghiana”, e non lo sa. «Junghiani inconsapevoli» di Andrew Samuels

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Non possiamo non dirci “Junghiani”

Non tutti sanno che moltissimi costrutti teorici integrati nella pratica clinica, psicoterapia e teorica dell’attuale psicologia e psicoanalisi, sono derivanti dagli studi iniziati da Jung e successivamente – fino ad oggi – ampliati da Psicologi Analitici. Questo è infatti un post che mira a sottolineare, sulla scia dei migliori clinici, ricercatori e storici al mondo, (A.Samuels; J.Cambray; Ellenberger; Shamdasani; solo per citarne alcuni) come sia importante, per il futuro e lo sviluppo della psicologia, partire – come in tutte le altre scienze e discipline – a studiarne la contemporaneità e insieme a questa le radici storiche “reali” che sono a disposizione di chiunque in letteratura, senza ostinarsi a rimanere nei piccoli meandri della manualistica obsoleta accademica o di quella propinata dalle prime file delle librerie o degli book-shop online.
Senza le basi solide un edificio – come quello della psicologia moderna – crollerebbe in mano alle reificazioni, i dogmatismi, gli scismi (che si presentano soltanto in luogo ad una fede – cit. Jung), e le infeconde diatribe scientifiche basate sulla mancanza di materiale disponibile. La psicologia moderna o complessa dovrebbe essere – e in luoghi del mondo come gli Stati Uniti, Gran Bretagna lo è già – “un’immensa iniziativa interdisciplinare” (Jung), riducendo così quella patetica “glossolalia e linguaggi privati che sono all’ordine  del giorno tra psicologi” (Shamdasani, 2007)« (…) la definizione di Samuels di “junghiani inconsapevoli”. (…) molti analisti oggi, senza saperlo, usano nelle loro teorie, ma soprattutto nella loro prassi, dei concetti tipicamente junghiani. Questa inconsapevolezza non dipende soltanto da un rifiuto inconscio di accettare le idee di colui che è considerato un eretico ma da una vera e propria ignoranza, che lungi dall’essere celata, viene anzi ammessa pubblicamente. Credo, purtroppo, che solo la psicologia del profondo sia caratterizzata dall’assurda follia di ritenere un titolo di merito il non conoscere quanto viene sostenuto e affermato in altre scuole. Questa negazione e questo pervicace rifiuto che a volte assumono un volto patetico possono essere afcilmente spiegati con l’acuta osservazione di Perelmen e Olbrechts-Tyteca, i quali nel loro «Trattato dell’argomentazione», scrivono: «E’ noto che la competizione sviluppa la rassomiglianza tra antagonisti che alla lunga prendono l’uno dall’altro tutti i procedimenti efficaci».
Il rifiuto di conoscere meglio ciò che dice l’«avversario» cela, a mio parere, la paura di assorbire un pensiero che si considera non solo estraneo, quanto soprattutto «nemico». Non si tratta certo di un quadro edificante…»
(Aldo Carotenuto – Presentazione all’edizione italiana di “Jung e i neo-junghiani” di A.Samuels)

Estratto da “Jung e i neo-junghiani” di Andrew Samuels

Jung e i neo junghiani Andrew SamuelsQui potete procurarvi il libro in questione che è citato in questo post. E’ un libro che consiglio vivamente perchè pieno di informazioni utili sugli sviluppi contemporanei di Psicologia Analitica e di Psicoanalisi

 

“Per quanto riguarda l’interesse per Jung (…) riguardo l’applicabilità clinica delle sue idee, è stato possibile scoprire in lui un pensatore e psicoterapeuta di sorprendente modernità, capace di anticipare nel modo più assoluto molti degli sviluppi successivamente subiti dalla psicoanalisi e dalle altre forme di pensiero psicologico. Come, nel suo monumentale “Freud and his followers”, ha detto Roazen:“Sono poche le figure di rilievo della psicoanalisi di oggi che avrebbero qualcosa in contrario se un analista esprimesse idee identiche a quelle che Jung aveva nel 1913 (1976, pag.272)

E lo stesso si potrebbe aggiungere per molte delle formulazioni junghiane degli anni posteriori.
Un elenco degli esempi che mostrano come la psicologia analitica neojunghiana sia in sintonia coi vari sviluppi della psicoanalisi rivela che non solo Jung fa parte del filone principale della pratica terapeutica ma che di fatto, in un certo senso, l’analisi e la psicoterapia di oggi sono «junghiane». C’è veramente bisogno di coniare un nuovo termine, quello degli junghiani inconsapevoli. (…) Gran parte dell’analisi e della psicoterapia moderne hanno un pronunciato sapore junghiano (…)
Faccio qui seguire un elenco dei mutamenti e degli sviluppi della psicoanalisi di cui mi occuperò e che riflettono questo riorientamento junghiano, richiamando anche i nomi dei teorici cui principalmente risalgono:
(Segue in foto)

 

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Jung e i neo Junghiania Andrew Samuels

 

«A questo punto si può anche aggiungere che Jung è uno di quegli autori fecondi che si diffondono silenziosamente, senza che venga sempre riconosciuta la loro paternità. Anzi, il più delle volte, nel suo caso, essa è stata deliberatamente occultata o minimizzata.
 
In più occasioni ho avuto modo di seguire, dal punto di vista editoriale e storico, l’evolversi delle idee nel campo psicoanalitico, in rapporto alle diverse scuole, e di scoprire che alcuni concetti importanti che oggi vi circolano, non sono solo frutto di ingenue criptomnesie o di casuali riflessioni in parallelo.
 
Jung è stato abbondantemente letto, ascoltato di persona e seguito anche da molti analisti freudiani e post-freudiani, kleiniani, winnicottiani, bioniani, lacaniani e altro. Molti filoni innovativi dell’area psicoanalitica, portano oggi avanti, con terminologie diverse, proprio ciò che Freud aveva rinnegato in Jung.
 
Lo stesso accade in contesti limitrofi – psicologie accademiche, altre scuole di psicoterapia dinamica, orientamenti psicopedagogici o psico-sociali – dove si attinge a piene mani all’opera di Jung, grazie anche ai percorsi analitici individuali di vari studiosi e terapeuti.» (Elena Liotta)

Link d’approfondimento:

 

 

LIBRI CONSIGLIATI:

 

Sonu Shamdasani Jung e la Creazione della psicologia moderna

 

Questo testo rappresenta un lavoro sulla formazione della teoria psicologica di Jung, sulla sua importanza nella creazione della moderna psicologia, sull’influenza che il suo pensiero ha avuto nello sviluppo delle scienze umane e nella storia intellettuale e sociale del XX secolo.

 

 

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2 Commenti

  1. Attendo volentierissimo di leggere il seguito di questo post! Per me, che spero di riuscire ad entrare all’AIPA, è sicuramente di grande interesse!

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