Dal Libro Rosso di Jung: “il fuoco ancestrale deve tornare ad ardere, poiché la notte del mondo è lunga e fredda”

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Fuoco Libro Rosso

Di seguito un passo tratto dal Libro Rosso di Jung che è molto attuale per questi nostri giorni…

Il Libro Rosso oggi ci parla (o ci legge?) in mille modi sempre più attuali per noi, come quegli antichi testi sapienziali che aprono orizzonti e squarciano veli sul presente e sul futuro che ci sta innanzi.

Le parole che seguiranno sembrano risuonare oggi più che mai nei cuori del mondo attuale.

Buona lettura!

 


«IlPotente è caduto, giace a terra. Per amore della vita la forza deve cedere.
Dovrà essere ridotto il raggio della vita esteriore.

Molta più intimità, fuochi solitari, caverne, grandi foreste oscure, piccoli insedimenti di pochi individui, fiumi dal pigro corso, silenti notti invernali ed estive, poche navi e pochi carri, e tener nascosto in casa ciò che è raro e prezioso.

Da lontano i viandanti si mettono in cammino su strade solitarie e vedono le cose più varie. La fretta diventa impossibile, cresce la pazienza.

Tace il frastuono del giorno secolare, e all’interno divampa il fuoco che scalda. Attorno al fuoco siedono le ombre di un tempo, si lamentano sommesse e danno notizie del passato. (…)

Tra noi arde un antico fuoco segreto che manda poca luce e grande calore. Il fuoco ancestrale, che ha vinto ogni necessità, deve tornare ad ardere, poiché la notte del mondo è lunga e fredda, e grande è la necessità.

Il fuoco ben custodito riunisce quelli che sono lontani e quelli che sono infreddoliti, quelli che non possono vedersi né toccarsi, esso vince la sofferenza e spezza la necessità.»

(Carl Gustav Jung – Libro Rosso, p.280)


Jung Libro Rosso
Il libro rosso (Jung)
Lamento dei morti Hillman
Il lamento dei morti. La psicologia dopo il libro rosso di Jung (Shamdasani & Hillman)

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Emanuele Casale
Fondatore del Jung Italia. Psicologo Clinico. Originario di Salerno, vivo a Roma. Fin dall'età di 14 anni ho iniziato ad interessarmi alla filosofia occidentale e orientale e all'età di 17 anni scopro Jung. A 21-22 anni iniziano le mie attività di pubblicazioni tramite riviste di psicologia e interventi in qualità di ospite o relatore presso convegni e seminari di psicologia. Nel 2012 conosco in Svizzera uno dei nipoti di Jung, e l'anno successivo mi concede un'intervista speciale in occasione della presentazione del "Libro Rosso" alla biennale di Venezia. Attualmente collaboro e lavoro come psicologo o studioso indipendente con associazioni, riviste scientifiche, scuole di psicoterapia e con diversi autori dell'ambito accademico e non. I miei studi d'approfondimento vertono sugli sviluppi odierni relativi alla psicologia complessa (analitica) e sulle ricerche inerenti il versante "Psiche e Materia".

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