Animus: l’archetipo del maschile nella donna, l’uomo interiore di ogni donna.

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donne psicologia animus

L’immagine dell’uomo nella psiche della donna

Caratteristiche, dinamiche e fenomenologie dell’ANIMUS

Come in clinica e psicologia del profondo sappiamo fin dagli studi e dalle intuizioni iniziali di Jung e Sabina Spielrein, in ogni donna è presente l’immagine di un uomo, del maschile proprio e del maschile archetipico, così come in ogni uomo è presente l’immagine della donna.

Questo lunghissimo articolo (tecnico) che leggerai tratterà l’Animus (per l’archetipo Anima sto curando un altro articolo in uscita a parte)

Ricordiamo che ogni archetipo presenta una polarità, positiva e negativa, ed essendo l’Animus un archetipo anch’esso presenta tale caratteristica.

Ma vediamo nella “pratica” in cosa consiste, come emerge e come si “comporta” quest’istanza archetipica all’interno di una persona.

PS: l’articolo è ancora incompleto e in fase di aggiornamento. Saranno inseriti infatti a breve dei paragrafi relativi all’aspetto positivo dell’Animus e di cosa esso significhi sul piano pratico e individuativo per la donna che riesce a mettersi in relazione con esso.

BUONA LETTURA!

Emma Jung - Animus e Anima
Animus e Anima (Emma Jung)

Caratteristiche, dinamiche e fenomenologie dell’ANIMUS

(estratti da opere di Jung, Emma e Marie Louise von Franz)

«Nella sua forma negativa, l’Animus, l’uomo interiore della donna, è un potere del male, distruttivo per la vita umana. Separa la donna dalla sua femminilità. L’allontana dal calore umano e dalla gentilezza, la isola in un mondo privo di senso, martoriata da mani invisibili. La donna si sente vittima, prigioniera, intrappolata dalle circostanze esterne oppure da un destino crudele.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni)

«Jung definì ANIMUS (termine che in latino significa ‘spirito’) la personificazione maschile dell’inconscio nei sogni delle donne. Anche l’Animus, come l’Anima, passa attraverso un processo di sviluppo in quattro fasi. In “L’uomo e i suoi simboli”, la dott.ssa Marie Louise Von Franz individua le fasi nel modo seguente:

“Dapprima si manifesta come la personificazione del mero potere fisico, per esempio come un campione di atletica, un uomo tutto muscoli. Nella fase successiva rivela il suo spirito di iniziativa e la capacità di svolgere un’attività pianificata. Nella terza fase, l’Animus diventa la ‘parola’ […] Infine, nella sua quarta manifestazione, l’Animus è l’incarnazione del senso. A questo più alto livello diviene (come l’Anima) il mediatore dell’esperienza religiosa e di conseguenza la vita acquisisce un nuovo senso. Fornisce alla donna fermezza spirituale, un invisibile sostegno interiore che la compensa della sua fragilità esterna.”

A questo livello più alto l’uomo interiore funge da collegamento con il Sé. Personifica le capacità di coraggio, spirito e verità della donna e la pone in contatto con la fonte della sua creatività personale.

Ma, come l’Anima-vampiro nell’uomo, l’Animus, nella sua forma negativa, è un parassita, personifica la brutalità, la freddezza, l’ostinazione e paralizza la crescita della donna.

Trasformare l’Animus significa andare incontro a una sofferenza immensa, perché si tratta, né più né meno, di abbandonare una identità vecchia a favore di una nuova. Ciò richiede un grande coraggio. Ma vale la pena di intraprendere questo viaggio, poiché le ricompense sono veramente incommensurabili.»
(Emma Jung – Animus e Anima)

Animus e Anima nelle fiabe Von Franz
L’Animus e l’Anima nelle fiabe (Marie Louise von Franz)

«Se ora voglio definire con una parola…che cosa dunque caratterizza l’Animus (l’istanza psichica maschile nelle donne) di fronte all’Anima (istanza psichica femminile negli uomini), debbo dire: come l’Anima produce ‘capricci’, così l’Animus produce ‘opinioni’, e come i capricci dell’uomo provengono da fondi oscuri, così le opinioni della donna poggiano su premesse altrettanto inconsce, aprioristiche.

Le opinioni dell’Animus hanno assai frequentemente il carattere di solide convinzioni, non facili da scuotere, o di principi apparentemente intangibili. Analizzando queste opinioni, ci imbattiamo in primo luogo in premesse inconsce, la cui esistenza però deve essere arguita, il che vuol dire che le opinioni appaiono pensate come se quelle premesse esistessero. In realtà le opinioni non sono affatto pensate, ma già fisse e pronte, con una forza convincente talmente effettiva e immediata, che la donna non pensa nemmeno alla possibilità di un dubbio.

Si sarebbe ora tentati di credere che l’Animus, come l’Anima, si personifichi nella figura di un uomo. Ma ciò è vero solo in parte, come insegna l’esperienza, perché interviene inaspettata una circostanza che imprime alla situazione un carattere ben differente da quello che essa ha nell’uomo.

L’Animus appare infatti non come una persona, ma come una ‘pluralità’. […] Questa pluralità di ‘giudici’ sentenzianti, una specie di collegio, corrisponde alla personificazione dell’Animus. L’Animus è una specie di assemblea di padri e di altre autorità, che ex cathedra emettono inoppugnabili, “ragionevoli” sentenze.

A guardar meglio, queste pretenziose sentenze sono principalmente parole e opinioni raccolte, forse inconsciamente, nell’infanzia, e ammucchiate insieme  in un canone di media verità, giustezza e ragionevolezza; un tesoro di premesse che, dovunque manchi un giudizio cosciente e competente (come è spesso il caso), subito soccorre con l’opinione.

Talora queste opinioni appaiono nella forma del cosiddetto ‘buon senso’, talora in forma di principi che non sono che la caricatura di un’educazione. “Si è sempre fatto così”, oppure “Ognuno dice che sia così e così”.

Naturalmente l’Animus è proiettato tanto spesso quanto l’Anima. Gli uomini adatti alla proiezione sono o copie viventi del buon Dio, che sanno tutto, o innovatori disconosciuti i quali dispongono d’un fluido vocabolario con cui traducono ogni sorta di cose comuni in una terminologia elevata.

Come l’Anima, anche l’Animus è un amante geloso, che riesce a sostituire a un uomo reale un’opinione sopra di lui, un’opinione il cui fondamento indubbiamente oppugnabile non è mai sottoposto a critica.

Le opinioni dell’Animus sono sempre collettive e non si occupano di individui e di giudizi individuali […].»
(C.G.Jung – L’io e l’inconscio)

Jung e sua moglie Emma
Jung e sua moglie Emma

«L’Animus positivo è la consapevolezza istintiva più profonda della verità interiore, una verità fondamentale che guida la donna spirituale nel suo processo di individuazione, verso la possibilità di diventare se stessa. È l’opposto dell’Animus negativo che, al contrario, è un grande imbroglione. (…)

Il lato maschile nelle donne è estremamente importante, tanto in senso positivo quanto in senso negativo. Presenta i suoi aspetti negativi soltanto quando le donne non sanno rapportarsi a esso con saggezza.

La donna priva di Animus non ha energia né intraprendenza e neppure intelligenza e iniziativa. È una creatura molto povera. Tutto ciò di cui dispone sono un grembo per produrre figli e mani per cucinare.

La donna priva di Animus non è niente. Da qui si vede come l’Animus sia estremamente positivo. Esso è intelligenza, anelito spirituale.

Tutta la spiritualità della donna è legata all’Animus. Così, possiamo affermare che nella donna l’Animus, il suo lato maschile, si estende dal diavolo allo Spirito Santo.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.179)

Il mondo dei sogni
Il mondo dei sogni. Alla scoperta di ciò che veramente siamo (Von Franz)

«Nelle donne intellettuali l’animus causa spesso un argomentare e un raziocinare che vorrebbero essere intellettuali e critici, ma che in sostanza consistono nel fare di un punto secondario un argomento capitale, contro ogni senso.

Oppure una discussione di per sé chiara viene irrimediabilmente complicata, inserendovi un punto di vista del tutto diverso, che non c’entra. Senza saperlo, queste donne mirano soltanto a irritare l’uomo, dopo di che cadono ancor di più in preda all’animus.

“Purtroppo ho sempre ragione”, mi confessò una di queste donne.

Tutte queste manifestazioni altrettanto note quanto sgradevoli derivano unicamente dall’estroversione dell’animus
(C.G.Jung – L’io e l’inconscio – p.118)

«Come la maggior parte dei miei simili, quando sono posseduta dall’Animus non me ne accorgo, sono convinta che si tratti di una opinione mia, e non dell’Animus.»
(M. L. Von Franz – Fiabe a lieto fine)

Clarissa PInkola Estés - Donne che corrono coi lupi
Donne che corrono coi lupi (Clarissa Pinkola Estés)

Amore, relazioni e Animus

«Questa è la tragedia più grande che deriva dall’Animus negativo. Esso si scatena, con tutto il suo potere, ogni volta che la donna ama. Tenta di allontanare la donna da qualsiasi rapporto disprezzandolo o definendolo folle.

L’Animus negativo si manifesta principalmente sotto forma di resistenza circostanziata a qualsiasi sentimento d’amore. Se la donna si innamora o si interessa a un uomo, il suo Animus negativo emerge immediatamente e la induce a rovinare il rapporto.

La donna non si rende conto di quanto le sta accadendo. Pensa di essere preda di una maledizione. Proprio quando decide di parlare all’uomo che ama, qualcosa dentro di lei inscena una tragedia lacrimosa. (…)

Se è vittima di una proiezione 🔎, la donna dirà: “Si è comportato molto male”; se invece è un po’ più sincera con se stessa, dirà: “Volevo avere un buon rapporto con lui, ma proprio perché lo volevo, ho fatto una scenata.”.

Tuttavia, non riesce a vedere il diabolico meccanismo che l’ha ridotta a comportarsi in quel modo. (…) In questo caso l’Animus negativo si comporta come un vero e proprio amante geloso.

Vuole tenersi la donna tutta per sé e la tiene lontana da tutti gli altri uomini. Ogni volta che la donna prova un sentimento d’amore verso un uomo, ecco che emerge questo Animus – ‘Non dovresti farlo’. Oppure viene proiettato.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.161)

La vita di coppia. L'integrazione Anima e Animus
La vita di coppia. L’integrazione Anima e Animus

« – Quando afferma che l’Animus ‘dice’ qualche cosa a una donna, che cosa intende? Soggettivamente, la donna come se ne rende conto? Sente effettivamente una voce?

– Von Franz:
No. La cosa peggiore è che la donna sente la ‘voce’ dell’Animus come se fosse lei stessa a pensare. (…) Questa è una delle maggiori difficoltà del lavoro analitico: rendere le donne capaci di distinguere ciò che esse stesse pensano da quell’entità che pensa dentro di loro.

Il problema sta nel fatto che le donne scambiano i pensieri dell’Animus per i loro. Io stessa, pur avendo lavorato per anni sull’argomento, sento qualche volta di avere dei pensieri cattivi contro di me. E se al momento lei me lo chiedesse, risponderei: “Si, è proprio ciò che penso di me.” La notte, poi, sognerei un uomo che mi stupra e mi renderei conto: “No, è stato l’Animus negativo dentro di me a pensare queste cose”. Potrei poi disidentificarmi e stupirmi: “Perché diavolo ho pensato questo di me? È ovvio che io non lo penso”.

Vede, si tratta dell’essenza di quello che si definisce ‘possessione’. Quando la donna è posseduta dall’Animus, pensa di essere l’Animus ella stessa. Soltanto quando si risveglia può rendersi conto che non è così: “No, non sono io”
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.162)

« (…) quella dell’Animus è nella donna una delle più frequenti forme di possessione. Improvvisamente, la donna si sente preda di una fredda determinazione maschile, trasportata da un dogmatismo astratto, guidata da un impulso a un’azione affrettata, brutale e determinata.

Nulla di tutto questo appartiene al suo carattere femminile. Quando la donna viene posseduta dall’Animus, l’espressione femminile del suo volto si trasforma; gli occhi e la bocca diventano duri. Io stessa, quando vengo presa dall’Animus, incasso la testa nelle spalle, come per prepararmi a una battaglia. Quando mi capita, dico a me stessa: “Su, ora smettila e cerca di rilassarti”.

– Intervistatore:
Gli uomini trovano spesso difficile stabilire un rapporto con una donna posseduta dall’Animus.

– Von Franz:
Direi che è ovvio

– Intervistatore:
Gli uomini sostengono che la donna posseduta dall’Animus negativo ha un solo e unico obiettivo, quello di inscenare una discussione e di volerla vincere a tutti i costi, senza esclusione di colpi. Ma se l’uomo reagisce, allora la donna si trasforma in una bambina ferita.

– Von Franz:
La donna in preda all’Animus ama fare questo tipo di doppio gioco con l’uomo. Dapprima lo aggredisce brutalmente, con grande violenza e cattiveria verbale.

Non appena l’uomo risponde, tuttavia, si trasforma in una dolce bambina spaventata che subisce l’attacco di un bruto, benché sia stata lei la prima ad attaccare. Questa è l’azione di quello che io definisco “Animus-gangster”. Mette davanti a sé la bambina, come uno scudo, di modo che nessuno possa sparare al gangster.

La donna dall’Animus-gangster è da un lato una bambina insicura e permalosa, alla quale l’uomo non oserebbe dire ‘bouh!’, dall’altro una bestia brutale, che aggredisce con cattiveria. Si lamenta perché l’uomo non la sta a sentire e nello stesso tempo lo riempie di rimproveri aggressivi.

L’uomo vive questa situazione con disagio, perché le lacrime della donna lo fanno sentire in colpa. Si tratta però soltanto di un trucco. La donna mira di proposito a farlo sentire in colpa e l’uomo, che si sente un bruto per aver fatto piangere una donna, ci casca. Si sente a disagio e con le spalle al muro e quindi reagisce in maniera inadeguata.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.164-5)

Von Franz - Il femminiel nella fiaba
Il femminile nella fiaba (Marie Louise von Franz)

«Barbablu è un’immagine classica dell’Animus distruttivo. Quando la donna non riesce a sottrarsi ai pensieri autodistruttivi e autoannichilenti dell’Animus negativo, può anche andare incontro a gravi disturbi psicologici.

La donna che non riesce a sfuggire al suo Barbablù diventa di solito aspra, isolata e non trova un compagno, perché l’uomo non riesce ad amarla. Vive in un’amara solitudine, se non in una situazione ancora peggiore.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.168)

«- Intervistatore:
L’assenza di autenticità è ciò che l’uomo sperimenta quando viene aggredito dall’Animus della donna. Sente che la donna non è se stessa, non è genuina. Questo crea un problema delicato e spesso l’uomo non sa come affrontarlo. Una saggia disse una volta: “Quando l’Animus incontra l’Anima, una cosa è certa: l’animosità!”

Come può reagire l’uomo attaccato dall’Animus della donna?

– Von Franz:
Potrebbe cercare di parlarle in modo ragionevole. Di solito, invece, si irrita, entra in uno stato d’animo determinato dall’Anima, e non riesce più a parlare del tutto.

Dal canto suo, la donna gli rinfaccia tutta la sua infelicità con una voce infantile, lamentosa, di rimprovero. L’uomo, allora, con il suo sentimento debole, prova rabbia e si irrita; non risponde, sbatte la porta, oppure prende il giornale, accende il televisore e mette il muso.

Lei diventa sempre più furiosa. L’Animus e l’Anima si costellano nella tipica lotta matrimoniale 🔎 .

Di solito quando la donna attacca l’uomo con l’Animus, questi si sente impotente. Ha la vaga sensazione che se riuscisse a riportare la compagna al suo ruolo di donna, tutto sarebbe risolto. Da qui, qualche volta, l’impulso di afferrarla, sbatterla sul letto e urlarle: “Sei una donna, non voler essere un uomo!”.

Con frasi come queste, esprime il desiderio che la compagna sia davvero donna, moglie, che non faccia l’uomo. Qualche volta funziona. (…)

– Intervistatore:
Intende forse dire che in un rapporto esiste uno spazio per il dominio maschile?

– Von Franz:
È ovvio che esista uno spazio in cui l’uomo è uomo e la donna donna, altrimenti la natura non li avrebbe fatti diversi. Non deve trattarsi necessariamente di un atteggiamento di dominio. L’uomo può, per esempio, fare l’amore con la sua donna. Anche questa è un’espressione d’amore; un uomo può interrompere la possessione della moglie da parte dell’Animus semplicemente facendo l’amore con lei.

Dipende naturalmente dal modo in cui lo fa. Se i suoi sentimenti sono autentici, questi toccheranno la donna, ma se agisce senza sentimento, non risolverà nulla. Ecco perché non suggerisco mai a un uomo in analisi di farlo: sarebbe una recita; metterebbe semplicemente in pratica un mio consiglio, e non funzionerebbe. Può funzionare soltanto se egli nutre un sentimento positivo, un’ondata di positività, un caldo sentimento per lei.

– Intervistatore:
Ma quando la donna, singhiozzando, dice: “Come puoi farmi questo? Me ne vado se continui a trattarmi così!”, l’uomo deve certamente solidarizzare con lei, capirla…

– Von Franz:
L’uomo non deve accettare tutte queste sciocchezze, perché le cose possono soltanto peggiorare. Deve opporsi alle farneticazioni, dire cose del tipo: “Non intendo proprio darti retta quando dici tutte queste stupidaggini con quel tono frignone da bambina piccola”.

Allo stesso tempo, però, deve anche fare un gesto che dimostri alla donna quanto l’amerebbe se soltanto fosse se stessa. L’uomo, per misurarsi con la donna posseduta dall’Animus, deve da una parte amarla e dall’altra opporsi all’Animus.

La donna sente questo: “Quando sono me stessa, mi ama; quando invece non lo sono, si arrabbia”. Così facendo, l’uomo può aiutare la donna a uscire da questa situazione e lei comincerà a distinguere fra ciò che è se stessa e ciò che non lo è. Per una donna con un forte Animus negativo è molto difficile percepire la differenza.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.202)

I tre saggi che compongono questo libro - il primo: "Gli stadi psicologici del femminile", il secondo: "La luna e la coscienza matriarcale" e il terzo, un saggio sul Flauto magico di Mozart che, sebbene verta sulla psicologia del femminile, fa tuttavia da ponte con gli studi sulla psicologia creativa elaborata da Neumann in altri suoi scritti - formano un tutto organico che, insieme al raffinato commento all'Amore e Psiche di Apuleio e all'imponente volume dedicato alla Grande Madre, si inquadra nel più ampio studio sistematico di Neumann rappresentando il completamento di un'approfondita disamina sulla psicologia del femminile.
La psicologia del femminile (Erich Neumann)

«Quando [la donna] diviene preda dell’Animus [negativo], le regole collettive la tagliano fuori dai suoi sentimenti autentici.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.205)

«… è tanto più difficile diventar consapevoli delle proprie proiezioni di Animus e Anima che non riconoscere i propri lati d’Ombra.»
(C.G. Jung)

«Il Logos ‘inferiore’ (non differenziato) si manifesta nell’Animus della donna come pregiudizio del tutto irrelato e dunque anche inaccessibile, oppure come opinione che, in modo irritante, non ha nulla a che fare con la natura dell’oggetto.»
(C.G.Jung – Commento all’antico testo cinese “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, p.61)

«L’Animus (l’istanza psichica maschile nelle donne) si proietta di preferenza su autorità “spirituali” e ogni sorta di “eroi” (compresi cantanti, “artisti” e campioni sportivi). L’Anima (l’istanza psichica femminile nei maschi) predilige invece  ciò che nella donna è inconscio, vuoto, frigido, inerme, privo di relazioni, oscuro e ambiguo.»
(C.G.Jung – Opere 16, p.303)

«La possessione da parte dell’Animus si manifesta a volte come tendenza a criticare tutto e tutti. Ciò che rende questo problema delicato è il fatto che spesso l’Animus ha perfettamente ragione: l’errore risiede non nella sostanza della critica ma nel fatto che spesso si sbaglia nella scelta della situazione in cui viene espressa.»
(Marie Louise Von Franz)

«Come l’Anima per mezzo dell’integrazione apporta Eros alla coscienza, così l’Animus apporta Logos; e come l’Anima presta alla coscienza maschile relazione e connessione, così l’Animus presta alla coscienza femminile riflessività, ponderatezza e conoscenza.»
(C.G.Jung – Aion ,p. 16)

«Si possono provocare le situazioni più deplorevoli semplicemente affermando che una cosa è in un certo modo. È quello che fa l’Animus e che sempre si obietta all’Animus. “Oh, pensavo…”, e la casa brucia perché si era pensato di avere spento il fuoco. Disgraziatamente, però, la casa è bruciata.»
(C.G.Jung – La Psicologia del Kundalini Yoga, Seminario tenuto nel 1932, Bollati Boringhieri, p.59)

« (…) E come l’Anima dell’uomo consiste in primo luogo di riferimenti affettivi di ordine inferiore, così l’Animus della donna consiste di giudizi inferiori, o meglio di “opinioni”.

L’Animus della donna consta di una molteplicità di opinioni preconcette, per cui, più che da una singola figura, può meglio essere personificato da un gruppo o da un insieme.

A un livello inferiore l’Animus è un logos di natura inferiore, una caricatura del differenziato spirito maschile, così come, a un livello inferiore, l’Anima è una caricatura dell’eros femminile.»
(C.G.Jung – Commento all’antico testo cinese “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, p.61)

Le dee dentro la donna (Jeans S. Bolen)

«Ma se i contenuti inconsci (cioè proprio quelle fantasie) non vengono «realizzati», ne nascono un’attività negativa e una personificazione, cioè un’autonomia dell’animus e dell’anima.

Sorgono anormalità psichiche, stati ossessivi in tutti i gradi, dalle comuni fisime e «idee» fino alla psicosi. Tutti questi stati sono contraddistinti dal medesimo fatto: qualcosa di ignoto ha preso possesso di una parte maggiore o minore della psiche e persiste indisturbato nella sua esistenza avversa e nociva, contro ogni saggezza, ogni raziocinio e ogni energia, manifestando così la potenza dell’inconscio di fronte alla coscienza; è proprio ciò che si chiama essere ossessi, cioè posseduti. In questo caso la parte ossessa dell’anima. L’incubo della donna consiste di parecchi demoni maschili, il succubo dell’uomo è una femmina.”
(C.G.Jung – L’io e l’inconscio)

«Le caratteristiche di questi complessi, femminili nell’uomo e maschili nella donna, disturbano spesso l’adattamento dell’individuo alla realtà esterna e suoi ideali coscienti, e per questo motivo non vengono assimilate ai tratti esteriori della personalità.

La natura di questi archetipi non è tuttavia determinata esclusivamente dalle caratteristiche sessuali latenti che rappresentano, ma è anche condizionata dall’esperienza dell’altro sesso che ognuno fa nel corso della propria vita e dell’immagine collettiva che l’uomo porta in sé della donna e la donna dell’uomo.”
(Emma Jung – Animus e Anima)

«Se si è scrutato e reso cosciente l’elemento eterosessuale della propria anima [“anima” per l’uomo e “animus” per la donna] ci si è resi padroni di sé, delle proprie emozioni e dei propri affetti:

ciò significa anzitutto effettiva indipendenza, ma significa pure solitudine, quella solitudine dell’uomo “interiormente libero” che nessuna relazione amorosa o collaborazione può più gettare in catene, per il quale l’altro sesso ha perduto il suo carattere inquietante, per ché egli ha appreso a conoscerne i tratti essenziali nella profondità della propria anima.

Un uomo di tal genere non potrà nemmeno più essere “innamorato” perché non potrà più perdersi in un altro, ma sarà ancor più capace di profondo “amore”, inteso come cosciente dedizione al Tu… soltanto nell’età matura diventa una necessità occuparsi di questo problema.

Nella prima metà della vita l’unione con l’altro sesso mira più che altro al congiungimento fisico, per far nascere il “figlio corporale”, frutto e continuazione dei genitori, nella seconda età della vita ciò che conta è invece la “coniunctio” psichica, l’unione con il compagno o la compagna dell’altro sesso nell’ambito del proprio mondo interiore e con chi ne porta l’immagine nel mondo esterno, affinché nasca il “figlio spirituale” e dia durevole frutto all’essenza spirituale dei due compagni.»
(Jolande Jacobi – La psicologia di C.G.Jung, p.153)

FINE.

Emma Jung - Animus e Anima
Animus e Anima (Emma Jung)

LINK di Approfondimento consigliati e indispensabili:

– L’Animus nella donna di OGGI (Rivista Psicologia Analitica – di Silvia di Lorenzo)
– Anima e Animus, cosa sono? Il maschile e il femminile (della prof.ssa Viviana Vivarelli)
– Anima e Animus: la differenza secondo Jung (di Lidia Processi)

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