Memoria della relazione: nel “nuovo” noi scopriamo sempre un “antico” (Matteo Marino)

2
255

Memoria della relazione

(di Matteo Marino)

Ma qual è l’elemento risolutivo? È sempre qualcosa di antichissimo, e proprio per questo qualcosa di nuovo, perché quando una cosa passata da molto tempo ritorna, oggi, in un mondo mutato, è nuova.  Dar vita a cose antichissime in un’epoca nuova significa creare. È la creazione del nuovo, ed essa mi redime. Il compito è partorire ciò che è vecchio in un tempo nuovo. L’anima dell’umanità è come la grande ruota dello zodiaco che rotola sulla via. Ogni cosa che arriva in costante movimento dal basso verso l’alto, una volta era già in alto. Non c’è parte della ruota che non ritorni. Perciò tutto ciò che è stato tornerà a riaffiorare, e quello che è stato sarà di nuovo.»
(C.G.Jung – Il Libro Rosso, p.311)

 

Leggiamo ogni giorno belle frasi ed aforismi, insegnamenti o massime filosofiche, pezzi di libri e di vita, che noi stessi e l’intero genere umano prima di noi, abbiamo letto, scritto e vissuto altre migliaia di volte in passato.

La cosa interessante è che continuiamo a scrivere le stesse identiche cose da millenni e immancabilmente persistiamo a leggere e scrivere ancora le stesse cose, ma in salse leggermente rielaborate, perché ogni mente ha la sua equipe di chef (la sua struttura psichica organizzativa).

Paul Ricoeur - Ricordare
➡ Ricordare, dimenticare, perdonare (Paul Ricoeur)

Quindi le salse diventano più piccanti, talvolta più insipide, meno condite o più appetibili, ma quel retrogusto inconfondibile si riconoscerà sempre, anche cambiando qualche ingrediente.

Il contenuto resta lo stesso, la sostanza immutata, e lo capiamo da quel retrogusto, dalla risonanza che evoca a livello emotivo e percettivo. Cambia solo la forma, il vestito, la moda, la copertina del libro!

Liverpool
Liverpool – Anche nei luoghi “nuovi” di oggi, riecheggia sempre una scheggia eterna di un passato che fu, e che in qualche modo continua ad essere in tinte nuove

In sintesi, parliamo di archetipi, essi cambiano forma continuamente nel tempo ma i contenuti primordiali della vita umana restano. Essi hanno il compito di ripresentare al cospetto della nostra coscienza ciò che non abbiamo ancora integrato e ricordarci cosa abbiamo o non abbiamo capito.

Ecco il motivo del nostro reiterare a leggere e scrivere pensieri che abbiamo già incontrato nel nostro cammino.

Un’altra spiegazione potrebbe essere la seguente: abbiamo quella grande capacità di dimenticarci ogni volta ciò che abbiamo letto o vissuto, per il desiderio inconscio di riviverlo ancora, ed ancora un’altra volta, altre mille, per tramandare qualcosa di più delle parole, dei pensieri, delle immagini e delle emozioni: la relazione! 🔎

Dalì - abbraccio
S.Dalì – Abbraccio

Il fine ultimo non è scoprire qualcosa di nuovo, perché tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già presente in natura, nella nostra natura di uomini terreni, i quali ogni tanto desideriamo, spinti dalla curiosità, di diventare astronauti.

L’intento, a mio avviso inconscio, è rafforzare qualcosa che s’imprima fortemente nei nostri geni, per poterlo tramandare ai posteri, e per questo ci avvaliamo delle nostre connessioni umane, nonché delle nostre connessioni neurali.

Ecco perché ogni volta che leggiamo quelle bellissime frasi che vengono condivise sui social-media, scritte sui libri, sentiamo quel senso di pienezza che ci risuona come qualcosa che già sapevamo e che già vivemmo sulla nostra pelle.

Poiché l’anima del mondo è una vecchia anima, noi non possiamo comprendere l’anima senza un senso del vecchio, né il vecchio senza un senso dell’anima. (James Hillman)

A proposito di relazione, abbiamo quindi bisogno di qualcuno che ci ricordi quelle parole 🔎, che ci faccia rivivere quelle emozioni, che ci ricordi di non dimenticare!

Ogni giorno non scopriamo nulla di nuovo. Si scopre solo che ci stiamo sempre più avvicinando a noi stessi.

FINE.

(MATTEO MARINO
Psicoterapeuta Junghiano, Bologna.
 Contatti e Sito:
psicoterapia.it)Licenza Creative Commons


 

Leggi dello stesso autore

Hermann Hesse e il mito di Sé. L’uomo creativo che viveva con gli Archetipi (Matteo Marino)

Servizi Jung Italia
Donazione Paypal Jungitalia Puoi contribuire all’uscita di nuovo materiale gratuito che potrò mettere a disposizione per te e migliaia di altri lettori. Il Jung Italia è un progetto personale che porto avanti del tutto volontariamente, e ha fatto crescere e formare migliaia di curiosi, addetti e appassionati alla psicologia.
Articolo precedenteRilke e la sua memorabile lettera: la maggior parte degli avvenimenti sono indicibili
Prossimo articoloNon esistono momenti ordinari. Se la vita e il mondo ti annoiano, cambia sguardo!
Matteo Marino
Psicologo Psicoterapeuta ad orientamento junghiano e sessuologo clinico. Svolgo attività clinica in privato a Bologna, con una pregressa esperienza in ambito ospedaliero e presso il SAP, Servizio di Aiuto Psicologico dell’università di Bologna, oltre ad una parentesi come formatore in psicologia dei social media, benessere personale ed organizzativo e comunicazione efficace. Mi occupo prevalentemente della fascia di età adulta e giovani adulti. Tratto problemi relazionali, familiari, sessuali e di coppia, legati alla sfera emotivo-affettiva, nonché dipendenze affettive, bassa autostima, difficoltà nella comunicazione interpersonale, nella gestione ed espressione delle proprie emozioni e sentimenti. A tal proposito, all’interno del percorso terapeutico, svolgo una educazione emotiva e sociale (prendendo come modello l’esperienza emozionale correttiva di F.Alexander e la teoria dell’intelligenza sociale ed emotiva di D. Goleman) e aiuto nella comprensione delle dinamiche inter-relazionali e sociali, laddove si presentano blocchi, confusione, smarrimento ma una, seppur minima, motivazione al cambiamento. Per usare una metafora: “aiuto a mettere ordine in quei cassetti dove il paziente non riesce più a metterci mano”. Specializzato altresì nei disturbi d’ansia, ossessivi, di personalità e nelle nevrosi depressive, in qualità di operatore certificato dall’ E.C.A.A.T., applico all’occorrenza la tecnica del Training Autogeno di Schultz, volto al benessere e al ri-equilibrio psico- fisico e al superamento di sintomi psicosomatici. Dall’amore per l’arte è nata l’idea di approfondire i processi creativi in psicoterapia, con l’intento di aiutare il paziente a raggiungere il contatto con la creatività interiore, inteso come scoperta delle proprie doti e capacità (le sfumature personali che contraddistinguono ogni individuo), orientandolo così verso i suoi autentici obbiettivi e nel ritrovamento della progettualità, rafforzando l’Io. Ciò è possibile agendo nel qui ed ora, facilitando il dialogo tra la coscienza e l’inconscio (anche attraverso l’analisi dei sogni e il lavoro sui complessi del modello junghiano), dal cui dialogo si può ristabilire un equilibrio ed una struttura di personalità più integra e coesa. ________________ “Ognuno è artista della propria vita e possiede i colori per dipingere il suo quadro. Se annaffiamo il seme della creatività daremo vita all’energia trasformativa”. (Matteo Marino)

2 Commenti

  1. Bellissimo articolo. Sono d’accordo su tutto ma non sulla necessità di avere qualcuno che ci ricordi il vecchio. Posso ricordarmelo leggendo da sola, pensandoci da sola. La relazione non è necessaria. A meno che, per qualcuno non si intenda l’autore del libro che sto leggendo o la persona che scrive sui social e che mi fa ricordare. 🙂

    • …ma non possiamo fare a meno degli altri e non avere relazioni…sono i sentimenti, i ricordi dell’altro che fanno affiorare i nostri…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Per favore inserisci il tuo nome