Otto Gross: psicoanalisi di un genio lasciato nell’ombra. Fu amico e paziente di Jung

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Otto Gross Psicologia Jung

«Peccato che sia tanto psicopatico: è un cervello di prim’ordine!» (Jung su Otto Gross)

Di seguito il libro su Otto Gross assolutamente unico e meticoloso nel suo trattare una delle figura della psicoanalisi più lasciate nell’ombra.
Otto Gross. Psiche, Eros, Utopia (Michelantonio Lo Russo)
Otto Gross. Psiche, Eros, Utopia

Nel febbraio del 1908 Freud ripone grandi speranze in due giovani psichiatri, Carl Gustav Jung e Otto Gross. A maggio redige il certificato d’internamento per Gross, che è preso in cura da Jung per una cura disintossicante da oppio e cocaina.

Freud conta di poterlo analizzare in autunno. Non andrà così. I due delfini si analizzano a vicenda. Jung scopre in Gross il proprio gemello. Ma la diagnosi è senza appello: Gross è affetto da dementia praecox (schizofrenia 🔎). Quindi evade dal Burghölzli e sparisce.

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Otto Gross interpretato da Vincent Cassel nel bellissimo film “A dangerous method” (Regia di David Cronenberg, 2011). Dietro seduto invece Carl Jung interpretato da Michael Fassbender
Di Freud e Jung si sa molto (di quest’ultimo in realtà ancora ben poco date le migliaia di lettere e saggi ancora inediti). E Otto Gross? Questo libro ne analizza le idee e ne ripercorre le tracce: a Graz è precoce e geniale psichiatra folgorato da Freud; a Zurigo c’è la sua ombra dietro il rapporto tra Jung e Sabina Spielrein; a Monaco e Ascona è protagonista della cultura alternativa, e Carl Schmitt lo cita tra i padri nobili dell’anarchia; a Heidelberg, Max Weber non può fare a meno di confrontarsi con le sue inquietanti idee; a Praga è Franz Kafka a subirne decisamente il fascino.

Accusato di aver istigato al suicidio due sue amanti, è rinchiuso più volte in manicomio. Apostolo del libero amore e del matriarcato, viene fatto arrestare dal padre e interdetto. Gross morirà di stenti a Berlino, poco più che quarantenne.

Con le sue idee “favorevoli” alla droga, alla liberazione sessuale e alla rivoluzione — nonché con la sua pratica conseguente — Otto Gross è riuscito ad incarnare in un certo senso lo spettro che tanto terrore incuteva alla borghesia tedesca in Europa all’inizio del secolo scorso: una minaccia ai valori della famiglia e dello Stato ritenuta tanto più intollerabile in quanto proveniente dalle stesse fila dall’alta borghesia.

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Tratta dal film “A Dangerous Method” (2011)
Oppositore storico delle tesi di Sigmund Freud, mise in evidenza che le cause delle nevrosi individuali sono dovute a rapporti conflittuali tra l’individuo e la società e non al “problema sessuale”. Divenne, dopo gli studi con Freud, un anarchico ed entrò a far parte della comunità utopista di Monte Verità.

[🔎 A tal riguardo ti consiglio l’articolo che ho curato nel blog proprio su questo tema: il processo di individuazione in psicologia, dove c’è un paragrafo che parla di “individuo e società”]

👤 L’AUTORE DEL LIBRO:
Michelantonio Lo Russo è ricercatore presso l’Università di Milano-Bicocca. Ha tradotto Satanarium di Georg Groddeck. Autore di diversi articoli su riviste e saggi in volumi collettanei, ha pubblicato: I corpi e le istituzioni. Studio su Gehlen (1996); L’avventura del rischio (2002); Parole come pietre. La comunicazione del rischio (2004); Trasfigurazioni quotidiane. Elogio dell’esercizio (2007).

Approfondimenti

Ti riporto qui un link che ti consiglio vivamente di sbirciare. È una pagina immensa di contributi ed estratti su/di Otto Gross:

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