Jung, l’anima e il matrimonio. Insegnamenti “relazionali” e sistemici nella biografia di Jung

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Matrimonio Psicologia Jung

Jung. L’Anima e il Matrimonio

Un nuovo libro in chiave sistemico-relazionale su Jung e le relazioni. Quanti insegnamenti segreti sono celati tra le righe della biografia di Carl Gustav Jung?

di Guido Rutili

Un viaggio tra i fantasmi, i legami, i messaggi taciuti nella vita dello psichiatra, alla ricerca di assiomi universali per lo sviluppo dell’interazione umana. Un osservatorio privilegiato, fondato sul paradigma sistemico-relazionale, offre una visione alternativa e trasversale, capace di riaprire l’altrimenti inflazionato capitolo della vita di Carl Gustav Jung.

La trama biografica diviene un brogliaccio, per mezzo del quale si giunge alla comprensione di concetti universali: l’algoritmo di scelta, il libero arbitrio, la capacità intuitiva.

Matrimonio Psicologia Jung
Jung. L’anima e il matrimonio (Guido Rutili)

Al centro delle coinvolgenti riflessioni, il fuoco si sposta sul fattore collettivo, la rete sociale che catalizza la metamorfosi e fertilizza la crescita individuale. La figura di Emma Jung compare sotto una luce nuova: è donna tra le donne e madre contenitiva, presenza femminile tanto forte da divenire stereotipo e custodire la chiave del Mysterium Coniunctionis.

È l’unione armonica, la pietra filosofale per la ricerca dell’oro alchemico! Un saggio che spazia dalla teoria alla meditazione, per la riscoperta dei principi di guarigione insiti nel naturale sviluppo delle relazioni.

Nel libro si parla anche di spettri, ritrovati nella vita familiare passata dei due sposi Emma e Carl, nelle storie, nelle credenze e all’interno delle dinamiche tra individui.

La genealogia viene arricchita dei parametri psichici che derivano dalla teoria sistemica: si fa uso del potente strumento costituito dal genogramma, tanto utilizzato nelle terapie familiari come potente mezzo d’indagine psicologica.

Jung e la sua famiglia d'origine
Jung e la sua famiglia d’origine

Per i coniugi Jung il genogramma proposto deriva da un accurato studio a ritroso compiuto dall’autore e viene pubblicato per la prima volta in formato completo: si spinge fino alla terza generazione ed oltre, riportando alla luce elementi inaspettati e svelando segreti noti soltanto a pochi, come il legame genetico tra lo psichiatra e lo scrittore e drammaturgo Johann Wolfgang Goethe.

All’interno delle discendenze prendono luce le singolari coincidenze. (…)

Il matrimonio perde le spoglie convenzionali e viene riportato ad un livello sempre più elevato, fino alle nozze alchemiche tanto celebrate dallo stesso Jung.

Si parla di scrittura/scultura sistemica, e con essa si ripropongono, rivisitate, le ricerche di Philippe Caillé, proprie dell’ambito della psicologia di coppia.

Il risultato di tutto questo è un testo denso, poliedrico, ricco di riferimenti storici e bibliografici ma anche di riflessioni libere ed aperte, in cui la vita di Jung è una bussola con la quale l’autore si orienta e ci conduce alla riscoperta della relazione.

Famiglia - La sindrome degli antenati Shuctzenberger
La sindrome degli antenati. I legami nascosti nell’albero genealogico (A.Schutzenberger)

Premesse: una dichiarazione d’intenti

Sempre, quando parliamo di relazione psicologica, presupponiamo la coscienza. Non esiste relazione psicologica tra due persone che siano entrambe in una condizione di inconsapevolezza. Dal punto di vista psicologico, esse sarebbero totalmente prive di rapporto[1]. (C.G.Jung – Il matrimonio come scelta psicologica)

Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna.

È un modo di dire un po’ datato. Per adattarsi al quadro socioculturale contemporaneo dovrebbe essere enunciato diversamente.

Eppure tra le righe si nasconde un concetto quanto mai attuale: c’è una grandezza che si può “indossare” come singoli ma diviene raggiungibile solo gettandone le fondamenta con un individuo che ci è prossimo, che si lega a noi da vicino.

Emma e Jung Torre Bollingen
Jung e sua moglie Emma, alla Torre di Bollingen

L’algoritmo che fa dell’essere umano una creatura sociale attinge le proprie costanti dalla relazione, incubatrice della crescita in potenza.

La relazione è noumeno di cui l’uomo “divenuto” è espressione fenomenica. Tutto, in ultima analisi, si riconduce alla ricerca di una “fisionomia” della relazione.

La relazione non è “Persona”[2], poiché non porta nessuna maschera. Si mostra collateralmente, dacché la sua natura chimica è quella del solvente e non del soluto. Il soluto siamo noi.

La relazione è ossimorica, perché lega nello spazio di separazione, parla con il proprio mutismo, agisce nella calma della propria stasi.

Carl Gustav Jung dedicò un’opera di poche (ma significative) pagine alla psicologia del matrimonio in cui si sofferma in modo del tutto similare sull’argomento.

[ inserire il Volume d’opera 17 dove vi è contenuto il saggio]

Il matrimonio che descrive è composto da una parte riferita all’io cosciente ed una attribuita all’inconscio collettivo da egli stesso definito.

L’io cosciente stipula su base geno e fenotipica, l’inconscio collettivo interviene come una forza interiore inconoscibile.

Come Liberarsi dalle ripetizioni familiari negativi. I segreti della psicogenealogia
Come liberarsi dalle ripetizioni famigliari negative. I segreti della psicogenealogia

Quando decidiamo dunque di lavorare al matrimonio?

Probabilmente una coscienza più o meno celata ci rende consapevoli di non poter essere a prescindere dall’altro, dal contesto, dal sistema.

Ci appare illuminante, tanto da azzardare riformulazioni del motto cartesiano dell’assunzione di coscienza:

contineor ergo sum (Sono contenuto, dunque esisto) oppure communico ergo sum (Condivido, dunque esisto).

Carl Gustav Jung ebbe diverse intuizioni sulla sinergia dei due individui legati nel matrimonio.

Durante la prima metà del secolo scorso, ormai forte dell’affermazione in ambito scientifico–letterario di cui godeva, azzardò le proprie teorie sulla sincronicità e fece cenno ad interpretazioni di simbologie alchemiche, come il mysterium coniunctionis.

Mysterium Coniunctionis Jung
Mysterium Coniunctionis (Jung)

Nei momenti di vedovato, al termine della propria vita, cercò di sublimare l’assenza dell’anima che gli fu complice e contestuale.

Consapevole e distaccato, affondò il proprio sguardo sempre più a fondo nell’individuo, cominciando a scorgerne la profonda natura relazionale.

Capì che si sceglie seguendo parametri non statistici (che statisticamente tuttavia si reiterano), che le affinità sono elementi pesantissimi, nonostante la leggerezza suggerita dal termine nella sua accezione moderna, più “liquida”.

Nel 1952 scrisse La sincronicità come principio dei nessi acausali.

Le sue intuizioni furono e sono assai preziose per la comprensione di qualcosa che più tardi stabilì, all’interno del pensiero psicologico, un proprio campo d’azione.

Jung Sincronicità
La sincronicità (Jung)

Il corpus teorico e la pratica terapeutica ed evolutiva basati sullo studio del genogramma riprendono gran parte delle formulazioni conoscitive Junghiane e coniano tesi del tutto analoghe.

La relazione “in” Carl Gustav Jung, la relazione “per” Carl Gustav Jung e l’osservazione basata sui sistemi e sulle relazioni, configureranno il proposito che questo testo si pone, alla ricerca della fisionomia della relazione, della psicogenesi della scelta e dell’importanza del legame nell’identificazione di sé.

La vita dello psichiatra di Zurigo fornirà i binari del nostro itinerario, dando spunto per definire qualcosa di più generale ed universalmente applicabile.

 

Il ruolo “ritrovato” del sintomo

Abbandoniamo per un attimo l’amore pindarico per l’astrazione e torniamo in un contesto più “materiale”.

L’approccio scientifico della ricerca psicologica ci ha abituato a produrre il dato grezzo sulla funzionalità a partire dallo studio del sintomo.

L’elemento sintomatico fa parte del ciclo di trattamento convenzionale, in qualsiasi campo medico e paramedico: è il campanello d’allarme che precede la diagnosi e richiede la cura, inserendosi con continuità in una sequenza che ha termine con la guarigione ed il ripristino dello stato di salute.

La sua presenza in certi contesti è talmente consolidata da indurci a pensare che senza sintomo non esista patologia, o che senza di esso lo status fisiologico non sia messo in dubbio.

Libri d'amore
Relazioni d’amore. Normalità e patologia (Otto Kernberg)

È semplice, ma altrettanto banale: capovolgendo l’approccio è possibile trovare risposte meno scontate e più esaurienti.

Poniamoci alcune domande…

Se le relazioni possono ammalarsi e quindi richiedere un intervento, quand’è che non si ammalano e non lo richiedono?

E ancora: è possibile che in alcune relazioni esistano supervisori alchemici (o particolari composizioni chimico-magiche) che favoriscono un ambiente auto-riparante, senza mai consentire al sintomo di urlare tanto forte la propria presenza?

Un assioma che enunciò Freud dette al termine una veste più consueta, togliendogli l’alone di estraneità ai soggetti “sani”; egli asserì che non esistono due soli stati, ovvero sano o malato sintomatico. Non è questione di “acceso” o “spento”: per Freud il soggetto sano si “macchia” progressivamente di patologia fino a quando il sintomo da appena accennato diviene eclatante.

La cosa ci aiuta, poiché la relazione dei coniugi Jung di fatto non ha mai presentato sintomi tali da risultare “malata”.

Emma e Jung a Bollingen
Emma e Jung a Bollingen

A cogliere il nostro interesse, al contrario, sono i suoi aspetti virtuosi, spesso tipici e curiosi che fecero da sostrato per la costruzione di un’esistenza tanto importante.

Immergendoci in questo nesso duale, vogliamo cogliere la timida manifestazione sintomatica e l’immediata risposta del sistema “psichico – immunitario”, teso al ripristino dell’equilibrio.

La pratica terapeutica che scaturisce dallo studio del sintomo è di supporto; dopotutto è a partire dallo stimolo rappresentato da tale elemento che hanno avuto modo di plasmarsi le varie prassi curative.

La terapia, tuttavia, rappresenta in ultima analisi un percorso ideale teso alla guarigione, che non può fare a meno di copiare certi micro-meccanismi a tutela dell’equilibrio che, paradossalmente, sussistendo a monte, escluderebbero del tutto la pratica di cura.

La vita matrimoniale della coppia Jung, diviene interessante perché ci permette di imparare. Non dalla nozione: dall’esistenza di chi la conia.

Jung Ricordi Sogni Riflessioni autobiografia
Ricordi, Sogni, Riflessioni (Autobiografia di Jung)

Una volta metabolizzato il punto di vista freudiano, che ci sentiamo di condividere, siamo in grado di scandagliare i meccanismi diagnostici insiti in una relazione “normale”.

A nostro parere questi “difensori” dello status fisiologico relazionale, non esauriscono la propria funzione nella ricerca della “normalità”.

Vanno oltre, promuovono effetti collaterali desiderati e desiderabili di crescita individuale, funzionali allo sviluppo del singolo componente.

Carl Gustav Jung potrebbe dovere la sua crescita sociale ad una relazione coniugale tanto virtuosa e tanto resiliente da non ammalarsi e, contemporaneamente, promuovere l’individuo nel mondo e portare lo psichiatra svizzero tra i ranghi dei maggiori teorici del contesto psicologico e psicanalitico internazionale.

FINE.


Note al testo

[1] Carl Gustav Jung, Lo sviluppo della personalità, <<Opere>> 17, Torino, Bollati Boringhieri ed., 1999. 8: il matrimonio
come scelta psicologica

[2] Il termine deriva dal latino persona, che in origine significava appunto “maschera”. Persona è anche uno degli
archétipi individuati dapprima da Jung.


Sullo stesso argomento leggi:

I rapporti falliscono non perchè abbiamo smesso di amare, ma perchè abbiamo smesso di immaginare. (James Hillman)

Alcune malattie prendono il nome di FAMIGLIA. Differenziarsi da nodi e cerchie familiari


 

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