“Gli scomparsi”, più fitti di noi ma senza ricordo. Una toccante poesia di Enzensberger

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Gli scomparsi - Enzensberger

GLI SCOMPARSI (per Nelly Sachs)

Non li ha inghiottiti la terra. Era l’aria?
Come le arene del mare innumerevoli; non in arena
però conversi ma in nulla. A schiere
dimenticati. Spesso e di mano in mano,
come i minuti. Più fitti di noi
ma senza ricordo. Non registrati,
non decifrabili nella polvere ma scomparsi
i loro nomi, i cucchiai, le suole.

Noi non li compiangiamo. Non può nessuno
rammentarsi di loro: sono nati,
fuggiti, morti? Dissolti
no. È senza lacune
il mondo ma lo tiene insieme solo
quel che non l’abita più,
coloro che sono scomparsi. Essi sono dovunque.

Senza gli assenti, nulla ci sarebbe.
Senza gli esiliati, nulla sarebbe saldo.
Senza gli incommensurabili, nulla di commensurabile.
Senza i dimenticati, nulla di certo.

Gli scomparsi sono giusti.
Così anche noi in un’eco.

– Hans Magnus Enzensberger, 1963 –

Hans Magnus Enzensberger
Hans Magnus Enzensberger


[Tratto da: “Poesie per chi non legge poesia”, Feltrinelli, 1964. Traduzione di Franco Fortini e Ruth Leiser]

– Grazie della segnalazione ad Alice Zubieni –

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