10 grandi libri di psicologia sul femminile e sulle donne

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Una lista dei 10 più grandi libri di psicologia del profondo sul femminile e sulla donna.

Non c’è ramo della psicologia che più di tutte abbia studiato il mondo del femminile come la psicologia analitica, junghiana o complessa.

Fu proprio grazie a Jung in effetti che la psicologia del profondo ebbe dalla sua parte un’enorme schiera di professioniste donne, egli promosse e facilitò l’accesso alle donne a questa disciplina molto più di quanto a quell’epoca fosse d’uso. 

Ma non solo, fu grazie a Jung e agli studi comparati di grandi psicologi come Erich Neumann, Esther Harding, Marie Louise von Franz ed altri, che la psicologia si arricchì già dagli anni 40 con una moltitudine di materiale di prim’ordine rivolto al mondo del femminile, dell’Anima, inteso appunto come principio archetipico appartenente anche al maschio, all’uomo.

E l’uomo può nascere soltanto quando nasce il femminile che è in lui.(James Hillman – Puer Aeternus – Adelphi edizioni, p.27)

Credo fermamente, insieme alla stragrande maggioranza degli psicologi contemporanei, che se il mondo e l’umanità intera ha una speranza di trasformazione oggi e di – necessaria – salvezza dal pantano in cui si trova, questa la si dovrà ascrivere ad un ritorno del femminile nel mondo.

La Donna è simbolo per eccellenza di tale archetipo del femminile, da sempre. E laddove la Donna riesce in quella difficile coniunctio (congiunzione) col proprio maschile interiore, l’Animus, allora libera il femminile in lei, intorno a lei e nel mondo. 

Bene…

Ora ti lascio alla lista dei libri e spero possa essere d’orientamento per chi desidera approfondire lo studio psicologico e serio relativamente a queste tematiche del femminile.

BUONA LETTURA!


 1  La strada della donna (di Esther Harding)

Esther Harding - La strada della donna
La strada della donna (Esther Harding)

Fra i molti libri dedicati allo studio della psicologia femminile e al posto della donna nella società moderna, questo di Esther Harding forse è il più autorevole, il più valido e nello stesso tempo il più accessibile al vasto pubblico.

Da anni questo libro ha trovato ampia udienza, e non soltanto presso il pubblico femminile; ciò che sorprende è che lo straordinario mutamento avvenuto negli anni nei comuni sentimenti sociali, soprattutto nell’atteggiamento verso il sesso, era già stato intuito, esaminato e razionalizzato dalla Harding prima dell’esplosione degli anni sessanta.

Come ha scritto C.G.Jung, che ha seguito il lavoro della Harding e lo ha presentato con una introduzione:

“La dottoressa Harding ha delineato un quadro della psiche femminile ampio e profondo che supera di molto le precedenti ricerche in questo campo. La sua esposizione è pregevole per la libertà da qualsiasi pregiudizio, e notevole per l’amore della verità, anche quando questa è spiacevole; non si perde mai in teorie morte né in fanatiche originalità che disgraziatamente abbondano così spesso proprio in questa materia. In tal modo riesce a penetrare con la luce della conoscenza negli abissi profondi in cui prima regnava il buio.”


  2  Il doppio sguardo di Sophia. L’eterno femminino e il diavolo, nella vita e nella letteratura (di Carla Stroppa)

Il doppio sguardo di Sophia. L'eterno femminino e il diavolo, nella vita e nella letteratura (Carla Stroppa)
Il doppio sguardo di Sophia. L’eterno femminino e il diavolo, nella vita e nella letteratura (Carla Stroppa)

L’eterno femminino, come Goethe lo ha rappresentato nel suo Faust, si manifesta in una forza intrinseca dell’anima femminile che spinge la coscienza umana verso il compimento delle sue potenzialità naturali, spirituali e di conoscenza superiore.

Eva, Elena, Maria e Sophia sono le figure che la tradizione pagana, cristiana e gnostica ci ha consegnato per rappresentare la fenomenologia di questo percorso interiore nelle sue fasi interne.

L’autrice, attraverso un rabdomantico inoltrarsi nella conoscenza, che si avvale della messa a fuoco continua di temi psicologici, simboli e topos letterari sempre relati all’esperienza clinica e alla riflessione esistenziale, considera le fasi dell’eterno femminino quale continuum di esperienza e di conoscenza essenziali, sia per la donna che per l’uomo moderni, troppo identificati con l’Io eroico maschile, teso a superare i limiti umani in un costante delirio di onnipotenza che esclude dal suo orizzonte la morte e la fragilità.

Sophia è la potenzialità dell’anima iniziata alla dimensione transpersonale della psiche: è la visione dell’intero, riguarda entrambi i generi e in entrambi può essere presente o assente. Rappresenta la speranza di compimento del processo individuativo. Sophia è l’ethos che passa attraverso la differenziazione dell’Io dal Tutto originario, ma a esso sa tornare col filtro e col potere trasfigurativo della cultura e del discernimento etico, acquisiti nel rapporto col mondo e nell’incontro/scontro con l’ombra individuale e collettiva.

Ma la storia dell’umano comportamento, del pensiero e dell’immaginazione è lì a dimostrare che l’eterno femminino può essere tanto salvifico quanto demonico. Trascurare il suo lato d’ombra sarebbe un grave errore.

Sempre in contatto con l’esperienza clinica e in un dialogo sottile e appassionato con l’immaginario letterario, vengono accostate molte figure femminili di cui l’autrice esplora luci e ombre.

Così sulla pagina compaiono miti e storie ad alta densità simbolica: Psiche della favola di Apuleio, Biondetta del Diavolo innamorato di Cazotte, Carmilla di Le Fanu, Shoko di Paolo Lagazzi, Shahrazad delle Mille e una notte, la balia e la pastorella del Visconte dimezzato di Calvino, le Sirene dell’Odissea, e altre ancora, in un girotondo di situazioni che si dipanano all’interno di un’ambivalente complicità col Diavolo e consentono una pregnante riflessione esistenziale e psicologica che sa collegare la letteratura alla vita.


 3  Donne che corrono coi lupi (di Clarissa Pinkola Estés)

BEST SELLER!!! Nuova ristampa!

Clarissa PInkola Estés - Donne che corrono coi lupi
Donne che corrono coi lupi (Clarissa Pinkola Estés)

«Un successo planetario cominciato con un miracoloso passaparola.» Io Donna

«Uscito negli anni Novanta è già un classico. Scritto per le donne, è un ‘ottima sfida anche per gli uomini. » Il Sole-24 ORE

Clarissa Pinkola Estés, psicanalista junghiana nonché maestra indiscussa nella ricerca della felicità per milioni di donne, ripropone in una versione ampliata, aggiornata e ricca di approfondimenti l’intramontabile capolavoro di arte, poesia, psicologia e spiritualità che, dagli anni Novanta, continua ad affascinare e influenzare intere generazioni.

In ogni donna si nasconde una forza potentissima, selvaggia, formata da istinti, creatività passionale e un sapere ancestrale.

Purtroppo secoli di cultura e civiltà hanno soffocato la donna, talvolta annullata, cercando pervicacemente di soffocarne gli slanci più pericolosi e incanalandola in uno stereotipo piuttosto rigido di sottomissione.

Così si è perduto un tesoro inestimabile, si è eliminato quanto di più vitale esista nell’animo femminile. Di conseguenza la “donna selvaggia” – paragonabile alla lupa, ferina e al contempo materna – diviene iper-addomesticata, timorosa, priva di iniziative.

Pinkola Estés mostra come sia possibile – e necessario – recuperare l’istintualità e la capacità visionaria perdute nel corso del tempo.

Attraverso un lavoro di ricerca ventennale ha raccolto un’ingente mole di materiale attinto dal patrimonio delle fiabe, dei miti, dei racconti popolari e su tale base ha costruito un’interessante interpretazione psicoanalitica ed una serie di archetipi di tipologie femminili.


 4  La psicologia del femminile (di Erich Neumann)

La psicologia del femminile (Erich Neumann)
La psicologia del femminile (Erich Neumann)

In questo volume Neumann ha raccolto, ampliato e rielaborato tre saggi centrati sulla psicologia del femminile che si integrano a vicenda e formano una trattazione d’insieme di questo specifico argomento.

L’idea che guida questo lavoro è che nella coscienza occidentale predominano un sistema di valori unilaterale maschile-patriarcale e una fondamentale ignoranza della specificità e diversità della psicologia femminile; tale situazione ha contribuito in modo profondo e decisivo a determinare la crisi in cui si dibatte la nostra epoca.

Risulta dunque indispensabile una rivalutazione della psicologia del femminile e una nuova comprensione del suo carattere specifico e differenziato, e ciò è indispensabile non solo alla sanità psichica del singolo individuo, ma anche al collettivo.

Se il femminile vuole capire se stesso, ma anche se il mondo maschile-patriarcale malato di un’unilateralità ipertrofica vuole guarire, è necessario riscoprire quella ‘diversità’ della psiche femminile.

La psicologia analitica ha riconosciuto che nell’inconscio dell’uomo è presente e attivo un femminile, e nella donna è presente e attivo un maschile.

Per la comprensione di tutti i problemi relazionali è necessaria una psicologia del profondo del femminile che tenga conto di queste nuove conoscenze; essa renderebbe anche possibile all’uomo e alla donna una più completa comprensione di se stessi.


 5  Oltre l’ombra del femminile. Riflessioni sul potere (AA. VV)

Oltre l'ombra del femminile
Oltre l’ombra del femminile

Una delle maggiori trasformazioni della Storia sta avvenendo sotto i nostri occhi: il lento, ma ormai inarrestabile, accesso della donna alla vita pubblica e l’affermarsi in essa dello spirito femminile, le cui conseguenze si preannunciano radicali a tutti i livelli, pratici e teorici.

Da differenti punti di vista i saggi di due studiose – psicoanaliste e antropologhe – si intrecciano con quello di un sociologo per anni impegnato sul fronte della differenza di genere nella società contemporanea. Ne scaturisce un volume che integra elementi estratti dalla Politica Sociale, dall’Antropologia e dalla Psicoanalisi, senza patriottismi di disciplina.

Al tempo stesso è un’opera sostenuta da una passione fortemente argomentata che l’anima coglie un processo che in tutto il mondo, ma soprattutto in Occidente, vede la vita pubblica e l’impegno che l’accompagna non più un fatto solo circoscritto al mondo maschile.

L’apertura al femminile non è più un puro fatto strumentale a scadenze elettorali, ma il reale emergere di un ethos nuovo.

Si prospetta così un nuovo modo di vedere e percepire il sociale e i meccanismi di potere che lo accompagnano, fondato sulla convinzione che lo spirito di empatia di cui le donne sono portatrici possa espandersi e essere determinante nel “cambiare il mondo”.

E con questo far sperare che un mutamento dei meccanismi del potere, tradizionalmente gestito dai maschi in modo distruttivo, possa far posto a un nuovo tipo di organizzazione nelle relazioni politiche, economiche e sociali.

Di qui le conseguenze trasformative sul piano psicologico, sia per l’uomo che per la donna, della presenza attiva delle donne nella cosa pubblica.

La prospettiva, infine, non è quella di far diventare donne gli uomini, o viceversa, ma di procedere verso una società più umana e consapevole grazie all’apporto della donna come soggetto della vita pubblica, donna “portatrice di una creatività fondata su una spiritualità, scevra da qualsiasi forma di bigottismo”.


 6  L’anima delle donne (di Aldo Carotenuto)

L'anima delle donne Carotenuto
L’anima delle donne (Aldo Carotenuto)

 

“C’è una differenza fondamentale fra il maschile e il femminile: quest’ultimo celebra la sua incredibile profondità di vita attraverso la presenza della tenerezza. Solo il “femminile” (nella donna come nell’uomo) riesce a far questo.” (Aldo Carotenuto)

L’universo femminile è qualcosa di più di una delle diverse possibilità dell’esistenza, ne costituisce il presupposto.

Se oggi espressioni come “condizione femminile”, “lotta per la parità fra i sessi” e “discriminazione sessuale” vengono definite obsolete dai fanatici della modernità, parimenti sollecitano l’interesse di quanti si interrogano in maniera attiva sul significato di ciò che li circonda.

Perché il femminile ha avuto un destino completamente diverso – e senza dubbio più sofferto – rispetto a quello dell’uomo? E, soprattutto, perché la donna si è sempre trovata in una condizione subalterna rispetto all’uomo?

Un classico del grande psicologo analitico italiano Aldo Carotenuto!


 7  Il maschile e il femminile cent’anni dopo. La definizione di C.G.Jung e la psicoterapia odierna (AA VV)

Maschile e femminile psicologia
Il maschile e il femminile cent’anni dopo. La definizione di C.G.Jung e la psicoterapia odierna

Il volume raccoglie i saggi dei cultori del pensiero junghiano dedicati alla comprensione e alla trasformazione dei concetti del maschile e del femminile a quasi cent’anni dalla loro prima definizione a opera di C.G. Jung.

Nella loro originaria formulazione junghiana, Anima e Animus erano limitati alla loro dinamica di distinzione sessuale.

L’Anima rappresentava la parte inconscia dell’uomo, l’Animus quella inconscia della donna.

Questi archetipi del maschile e del femminile, principi fondamentali di struttura e di forma, hanno subito profonde trasformazioni nell’arco dell’ultimo secolo e, di conseguenza, le relative nozioni nell’ambito della psicoterapia odierna risultano piuttosto diverse dai concetti originari.


 8  Donne in mutazione (di Christian Gaillard)

Donne in mutazione (Christian Gaillard) - Moretti e Vitali
Donne in mutazione (Christian Gaillard)

Se esiste l’arte di animare le opere d’arte, allora Christian Galliard ne è un maestro. Egli non cerca spiegazioni nella vita psichica di un autore, non costruisce psicobiografie. Al contrario, si rivela un vero psicoanalista dell’opera d’arte, entra nell’intimità delle figure rappresentate siano esse persone, paesaggi o oggetti. Le interroga, dialoga con loro, cerca di individuare i loro rapporti reciproci e gli anelli con figure di altre opere.

Ci può capitare così di vedere un dipinto di un’epoca tramite lo sguardo di un dipinto di un’altra epoca (“la madonna di Verona non crederebbe ai suoi occhi”).

Galliard appoggia la sua lente d’ingrandimento sulle donne. Esse si raccontano tramite la loro presenza fisica e si mutano nel rappresentarsi.

Si sono tolte i veli, e mostrano la loro essenza in modo sem­pre più corporeo, più ravvicinato allo spettatore e allo stes­so tempo si sottraggono all’essere rappresentate. Quello che rimane è simile a un simbolo: “questo è e non è il sesso di una donna” (L’origine del mondo, di Courbet).

Per interrogare le opere Galliard usa la stessa delicatezza, la stessa determinazione a non fermarsi all’apparenza, che appartiene al lavoro clinico: non una interpretazione, ma un ascolto immaginativo.

Tutto questo produce un effetto sorprendente. Non sol­tanto riesce ad animare le figure: “nel pozzo ci si potrebbe rispecchiare,… si muovono le foglie dell’albero,… il braccio compie il gesto iniziato,… la veste si scompone”.

Succede di più, prendono vita anche i mezzi espressivi. Il rosso scorre da un quadro all’altro e attraversa secoli trasfor­mandosi, cambia emozione e codice simbolico, da sacro diventa sangue, eros, sesso, dolore, per poi di colpo spari­re (Melanconia nera, di Dùrer) e riapparire in una tonalità che mai si è vista prima (Malinconia rossa, di Cranach).

Anche i nomi più grandi – Leonardo, Botticelli, Dùrer, Cranach – non appaiono isolati, ma rappresentano tappe che un’unica essenza creatrice ha incontrato nel suo per­corso. E si tratta di un percorso non descrivibile e visibile per intero. I quadri comunicano direttamente attraverso i secoli l’uno con l’altro.


 9  La casa dell’usignolo. Il femminile psicologico tra oriente e occidente (di Hayao Kawai)

La casa dell'usignolo. Il femminile psicologico tra oriente e occidente (Hayao Kawai) - Moretti
La casa dell’usignolo. Il femminile psicologico tra oriente e occidente (Hayao Kawai)

Siamo abituati a vedere il Giappone tra di noi ogni giorno tramite gli uomini d’affari, i turisti, i manga, i film, la cucina ecc., tuttavia la cultura di questo paese ci risulta spesso incomprensibile.

Hayao Kawai, grazie ai personaggi delle fiabe tra­dizionali e ai miti, riesce in un’impresa particolar­mente difficile: ci avvicina con sapienza all’enigma di quella cultura, e nello stesso tempo sollecita in noi un’attenta riflessione sul modello occidentale di coscienza, cosa che è possibile soltanto attraver­so il confronto con la differenza.

La premessa di questo libro è che i miti e i racconti legati al folclore, come le fiabe, siano rappresentazioni in cui è possibile rintracciare le fondamentali coordinate della psiche.

Tuttavia, dice Kawai, sia la diversità delle espressioni che la comunicazione profonda dipendono dalla cultura a cui le fiabe appartengono, al punto che non pos­sono essere interpretate e comprese utilizzando un unico metodo: occorre comprendere gli elementi fondanti di ciascuna cultura e analizzare le fiabe da quel punto di vista.

Dal confronto delle fiabe giapponesi con quelle occidentali, si può risalire alla differenza fra le due culture.

Hayao Kawai sceglie alcuni elementi condivisi, come la “figura femminile” e il rapporto “femminile-maschile”, e li esamina inoltrandosi nei motivi mitologici greci e giapponesi, nella religione monoteista cristiana e nella religione tradizionale politeista shinto, che continua a vivere senza conflittualità insieme al successivo buddhismo. Per questa via, H. Kawai arriva a enucleare i tratti che caratterizzano le due culture e che segnano la diversità di approccio alla realtà e il diverso modello di coscienza, sollecitan­do nel lettore una sottile riflessione psicologica.

L’edizione del 1982 di questo libro è valsa a Hayao Kawai l’attribuzione del prestigioso pre­mio Osaragi Jirōshō!


 10  Il femminile nella fiaba (di Marie Louise von Franz)

Il femminile nella fiaba Von Franz
Il femminile nella fiaba (Marie Louise von Franz)

Un classico sul femminile dell’analista junghiana e allieva di Jung, Marie Louise von Franz!

Ha scritto Jung che le fiabe consentono di studiare meglio l’anatomia comparata della psiche, in quanto sono l’espressione più pura dei processi psichici dell’inconscio collettivo.

Con questo volume Marie-Louise von Franz invita i lettori a imparare qualcosa dalla saggezza che si esprime nelle fiabe, qualcosa che sia utile oggi.

Il libro si presta a una lettura immediata, vista la semplicità delle fiabe e il riscontro con le storie moderne che l’autrice racconta; ma può essere oggetto di una lettura meditata, che si soffermi sulla ricca esperienza umana contenuta nelle osservazioni psicologiche. Dagli archetipi fiabeschi prende infatti le mosse una psicologia contemporanea del femminile (della donna in primo luogo, ma anche dell’elemento femminile nell’uomo), capace di dare risposte autentiche a molte domande che l’epoca attuale si pone.


FINE.



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